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Vecchi nuovi ruggenti anni Venti: arriva la TEJO a San Daniele
Da Duke Ellington a George Gershwin, una notte al Cotton Club con la magia della Trieste Early Jazz Orchestra di Livio Laurenti in agenda mercoledì 18 marzo
SAN DANIELE DEL FRIULI – Anni Venti. Anni ruggenti per antonomasia. Anni che stanno per esplodere. Anni di tuba, di banjo e di sogni in bianco e nero. Anni che urlano nel muto. C’è chi il jazz lo mette sotto vetro, come un reperto archeologico per élite annoiate, e c’è chi lo sbatte in faccia al pubblico come carne viva, pulsante, popolare. La Trieste Early Jazz Orchestra – fondata e condotta magistralmente dal m.o Livio Laurenti – appartiene, per vocazione e per ostinazione, alla seconda categoria.
TEJO è ricerca. TEJO è ossessione filologica. TEJO è, da diciassette anni, il cronovisore che ci proietta nel cuore di New York senza bisogno di passaporto né di schivare dazi. Dimenticate le suite infinite e i solismi autoreferenziali. Qui si parla di una proto-big band di undici elementi più voce, un organico che morde il freno con partiture originali dell’epoca, dove il basso tuba non è un ornamento ma il battito cardiaco di un’era. Al centro, il binomio dei giganti: Duke Ellington e George Gershwin. Il primo, lo sciamano del Cotton Club – l’altro, un genio irregolare capace di frullare canzonette, musical e classica in un cocktail a stelle e strisce che ancora oggi sa di futuro.
Musica da consumo. Musica da ballo. Musica che non ha paura di sporcarsi le mani con il desiderio. A San Daniele non si masticherà solo la tradizione di anni irripetibili ma anche l’eleganza sopraffina di Benny Goodman. Così come quel primo assaggio di musica cubana che proprio allora iniziava a contaminare – magnificamente – il sangue americano. E siccome il jazz di quegli anni non era un esercizio accademico ma puro movimento, sul palco salirà anche il tip tap di Greta Rizzotti. Perché se non si balla, non è la rivoluzione che ci avevano promesso.
Tutto nasce da lì, dal ragtime, dalle dita di Scott Joplin. Tutto diventa obbligatorio dal 1917, l’anno zero del primo disco jazz, lo spartiacque tra un prima e un dopo. Così Livio Laurenti, fondatore e anima dell’orchestra, ha tracciato la rotta, e sempre così il direttore Tom Hmeljak tiene le redini di una macchina del tempo che non perde un colpo.
Ci sarà la voce di Paolo Venier, crooner d’annata capace di evocare fantasmi eleganti in smoking. Eppure il violino di Nicola Mansutti, che taglia l’aria con precisione chirurgica. Ed una sezione fiati che ribolle di acque sulfuree e geometrie perfette.
Se cercate l’archeologia, andate al museo. Se cercate la nostalgia, guardate una foto. E se cercate un incendio perfetto, venite all’auditorium di San Daniele la sera di mercoledì 18 marzo.
Suggestioni, sincopi, impressioni. In certe occasioni bisogna esserci per capire come si possa invecchiare senza diventare una caricatura, rimanendo così… immortali.
Per info e biglietti: TEJO a San Daniele, ERT FVG
Per altri progetti dell’orchestra: TEJO
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