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Sanità in FVG: il Rapporto Oasi Bocconi promuove il sistema regionale, ma chiede riorganizzazione
Promossa la sanità del Friuli-Venezia Giulia per qualità ed efficienza, ma evidenzia la necessità di riorganizzazione, investimenti sul personale e rafforzamento di territorio e prevenzione
Il Sistema sanitario del Friuli-Venezia Giulia supera l’esame del Rapporto Oasi 2025 della Bocconi, uno dei più autorevoli strumenti di analisi del settore a livello nazionale. Tuttavia, accanto alla promozione emergono indicazioni precise: serve una riorganizzazione strutturale, con investimenti mirati su territorio, prevenzione e capitale umano.
Qualità e risorse sopra la media
Il quadro tracciato dal Cergas della Sda Bocconi restituisce l’immagine di una sanità regionale solida, caratterizzata da ottimi livelli di assistenza, risultati di salute e aspettativa di vita elevata.
Un dato significativo riguarda il finanziamento: in Friuli-Venezia Giulia si registra una spesa di circa 60 euro in più per paziente rispetto alla media nazionale, elemento che comporta una responsabilità maggiore nella gestione efficiente delle risorse.
Le criticità, territorio e prevenzione al centro
Nonostante i risultati positivi, il Rapporto evidenzia margini di miglioramento, in particolare su due fronti: assistenza territoriale e prevenzione sanitaria.
Gli esperti sottolineano che non basta intervenire sulle liste d’attesa: è necessario puntare sull’appropriatezza delle prestazioni, per evitare il fenomeno della domanda indotta, dove l’offerta genera richieste non sempre necessarie.
Il convegno di presentazione del Rapporto Oasi 2025 del Cergas della Sda Bocconi
Il modello da rafforzare di Ospedali hub e reti cliniche
Uno dei punti chiave emersi è la necessità di concentrare la complessità negli ospedali hub, migliorando sicurezza e qualità delle cure grazie a un’elevata casistica.
In parallelo, il Rapporto valorizza il ruolo delle reti cliniche, considerate oggi il principale strumento per garantire percorsi di cura coerenti, superare frammentazioni organizzative e migliorare l’efficienza del sistema.
Un esempio virtuoso è la Rete oncologica regionale, indicata come modello capace di ottimizzare risorse e servizi, ridefinendo l’offerta sanitaria sulla base di criteri tecnici come volumi ed esiti.
Sanità pubblica protagonista: smentite le polemiche
Il documento smentisce anche le critiche sul peso del privato: il Friuli-Venezia Giulia si conferma una realtà a fortissima trazione pubblica, con una presenza privata nettamente inferiore rispetto ad altre regioni e contesti internazionali.
Il Friuli-Venezia Giulia eccelle per assistenza ai fragili
Tra i dati più rilevanti spicca la gestione della non autosufficienza:
- 16% di investimento nella residenzialità sociosanitaria, il doppio della media nazionale (8%);
- 73% per l’assistenza domiciliare integrata (Adi), contro il 31% italiano.
Numeri che confermano una strategia orientata alla presa in carico delle persone fragili direttamente a domicilio, riducendo la pressione sulle strutture ospedaliere.

L’assessore Riccardi interviene al Santa Maria della Misericordia di Udine
Il nodo del personale
Uno dei temi più critici resta quello del capitale umano, in particolare la carenza di infermieri.
Secondo il Rapporto, per invertire la tendenza è necessario aumentare l’attrattività delle professioni sanitarie, valorizzando retribuzioni e competenze e supportando i giovani nei primi anni di carriera.
La Regione ha già avviato misure concrete, tra cui incentivi economici e collaborazioni internazionali, come gli accordi con università estere – in particolare in Argentina – per facilitare il reclutamento.
L’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, ha sottolineato come il Rapporto confermi la bontà del sistema, ma allo stesso tempo indichi la direzione da seguire: “Riorganizzazione, investimento sul capitale umano e rafforzamento delle reti ospedaliere sono le sfide principali per il futuro”.
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