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Digitale in crescita in FVG, oltre 60mila cittadini coinvolti
Il Friuli-Venezia Giulia registra numeri record nella facilitazione digitale: oltre 60mila cittadini coinvolti e quasi 80mila servizi erogati. La Regione punta ora a nuovi investimenti e a una legge su digitale e IA
Il Friuli-Venezia Giulia si conferma protagonista nel percorso di trasformazione digitale, registrando un bilancio decisamente positivo per la misura Pnrr 1.7.2 “Rete dei servizi di facilitazione digitale”. I numeri parlano chiaro: 60.307 cittadini coinvolti e 78.492 servizi erogati, dati che certificano l’impatto concreto dell’iniziativa nel migliorare l’accesso ai servizi pubblici digitali.
Un risultato che va oltre le aspettative iniziali e che evidenzia come il territorio regionale stia rispondendo con crescente interesse e partecipazione alle opportunità offerte dalla digitalizzazione.
Superati gli obiettivi: quasi il doppio dei punti di facilitazione
Durante il convegno ospitato nella sede della Comunità collinare del Friuli, l’assessore regionale ai Sistemi informativi Sebastiano Callari ha sottolineato il raggiungimento di traguardi significativi tra cui oltre il 47% di cittadini facilitati, quasi 80mila servizi erogati (+27,6%) e 102 punti di facilitazione attivati, quasi il doppio rispetto a quanto previsto.
Un successo che spinge la Regione a guardare avanti, con l’intenzione di rifinanziare il progetto nel prossimo triennio e di introdurre una nuova norma regionale su digitale e intelligenza artificiale, pensata come quadro di riferimento per lo sviluppo futuro.
Il digitale come nuova infrastruttura strategica
Nel corso dell’incontro, è stato evidenziato come oggi la sfida non riguardi più solo le infrastrutture fisiche, ma soprattutto quelle immateriali, legate alla connettività e alle competenze digitali.
Un concetto rafforzato anche dall’Amministratore unico di Insiel Diego Antonini, che ha ricordato come già dopo il terremoto del 1976 la Regione avesse puntato sull’informatica, costruendo un sistema integrato di gestione dei dati pubblici. Una scelta che oggi si traduce in data center regionali avanzati e in una gestione efficiente dei servizi, dalla sanità ai rapporti con i Comuni.
Divario digitale, la doppia sfida da affrontare
Nonostante i risultati positivi, resta centrale il tema del digital divide. Antonini ha evidenziato una doppia criticità: utenti esperti ma poco consapevoli dei rischi online e cittadini che avrebbero più bisogno dei servizi digitali ma privi delle competenze di base
La soluzione, secondo Insiel, è chiara: la trasformazione digitale deve procedere su due binari paralleli, ovvero sviluppo tecnologico e formazione dei cittadini.
Chi utilizza i servizi digitali
I dati mostrano una partecipazione trasversale, ma con alcune fasce più attive:
- 30-54 anni: 39,4%
- 55-74 anni: 36,2%
- Over 75: 14,5%
- Giovani 18-29: meno del 10%
Sul piano dell’istruzione, prevalgono i diplomati (33,7%), seguiti da chi possiede la licenza media (20,6%) e dai laureati magistrali (17,9%).
App IO in testa ai servizi più utilizzati
Tra gli strumenti digitali più richiesti emergono App IO (25,9%), Fascicolo sanitario elettronico (13,5%), SPID (10,2%) e PagoPA (10,1%)
Seguono i servizi comunali online, l’Anagrafe nazionale (ANPR), l’Agenzia delle Entrate e l’INPS. Un quadro che evidenzia come i cittadini utilizzino sempre più i servizi essenziali della Pubblica amministrazione in modalità digitale.
Un modello di innovazione per tutta Italia
Il Friuli-Venezia Giulia si conferma quindi un vero e proprio laboratorio avanzato di innovazione digitale, capace di coniugare sviluppo tecnologico e inclusione sociale. Un percorso che punta a rendere i servizi pubblici più accessibili, rapidi ed efficienti, semplificando la vita quotidiana dei cittadini.
Nel pomeriggio, i workshop tematici hanno coinvolto istituzioni, Comuni e Terzo settore in un confronto operativo su governance e competenze, segno di una strategia condivisa e orientata al futuro.
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