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Il gallo cedrone sta scomparendo dai boschi del Friuli-Venezia Giulia: arene di canto sempre più vuote

Che fine sta facendo il gallo cedrone, simbolo dei boschi montani del Friuli Venezia Giulia?

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Gallo cedrone
Gallo cedrone nel bosco ( © DDW)

Nel cuore delle montagne del Friuli-Venezia Giulia, il silenzio sta prendendo il posto di uno dei richiami più simbolici della primavera alpina. Il gallo cedrone, considerato il “re” dei boschi montani, è sempre più raro e il monitoraggio coordinato dalla Regione Fvg conferma una situazione che preoccupa forestali ed esperti. A pesare sulla sopravvivenza della specie sarebbero soprattutto la perdita e la frammentazione dell’habitat naturale, elementi che stanno mettendo in crisi uno degli animali più rappresentativi delle foreste alpine.

Il monitoraggio regionale nei boschi friulani

L’attività di controllo è stata avviata nel 2025 dal Servizio Biodiversità della Direzione risorse agroalimentari, forestali e ittiche della Regione, in collaborazione con il Corpo forestale regionale, i Carabinieri forestali di Tarvisio, il Progetto Lince Italia e i Parchi regionali.

Il progetto proseguirà anche nel 2026 con l’obiettivo di ampliare le aree monitorate e raccogliere dati sempre più dettagliati sulla presenza della specie. Durante tutto l’anno gli operatori cercano tracce della presenza dell’animale nei boschi montani, ma il periodo più importante resta quello primaverile, quando i maschi si riuniscono nelle cosiddette “arene di canto”.

Si tratta di luoghi particolari in cui, prima dell’alba, i galli cedroni danno vita ai rituali di corteggiamento per attirare le femmine. Una fase estremamente delicata per la specie, tanto che le osservazioni vengono effettuate con modalità studiate per ridurre al minimo il disturbo agli animali.

Numeri bassi e arene sempre più vuote

I dati raccolti nel corso del 2025 mostrano un quadro fragile. Sul territorio montano regionale sono state effettuate 31 uscite notturne in 16 arene di canto. Gli esemplari osservati sono stati complessivamente 22 maschi.

In diversi siti monitorati non è stato rilevato alcun individuo, mentre nella maggior parte delle arene erano presenti appena uno o due esemplari. Numeri molto ridotti rispetto al comportamento riproduttivo tipico della specie, che normalmente prevede gruppi più numerosi durante il periodo degli accoppiamenti.

Solo in pochi casi i tecnici hanno osservato fino a cinque maschi contemporaneamente, segnale che alcune aree riescono ancora a mantenere condizioni ambientali favorevoli.

Una specie simbolo della salute dei boschi

Il gallo cedrone viene considerato un importante indicatore della qualità ambientale. Vive infatti in ecosistemi montani molto delicati ed è particolarmente sensibile sia ai cambiamenti del bosco sia ai disturbi causati dalla presenza umana.

Per questo motivo la sua presenza rappresenta anche uno strumento per valutare lo stato di salute degli ambienti alpini. La Regione Fvg sottolinea quindi la necessità di adottare misure di tutela capaci di limitare i fattori di disturbo e preservare habitat sempre più fragili.

Secondo i tecnici, la possibile scomparsa del gallo cedrone non rappresenterebbe soltanto una perdita per la biodiversità alpina, ma anche la fine di una specie profondamente legata alla cultura e alla tradizione delle comunità di montagna del Friuli-Venezia Giulia.

E proprio il silenzio che oggi avvolge molte arene di canto racconta meglio di qualsiasi dato quanto questo equilibrio naturale sia diventato fragile.

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