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Pordenone porta la polizia locale nei quartieri: al via l’ufficio mobile itinerante

Pordenone sperimenta l’ufficio mobile della polizia locale: presidio itinerante nei quartieri da ottobre 2026

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Polizia locale - Polizia locale Pordenone
Polizia locale ( © Depositphotos)

Un ufficio mobile della polizia locale pronto a spostarsi nei quartieri di Pordenone per avvicinare le istituzioni ai cittadini e rafforzare la percezione di sicurezza. È questa la nuova iniziativa annunciata dall’amministrazione comunale, che partirà in via sperimentale tra ottobre e novembre 2026.

Il progetto prevede l’utilizzo di un mezzo di nuova acquisizione che fungerà da presidio itinerante nelle diverse zone della città, diventando un punto di riferimento diretto per residenti, segnalazioni e richieste di ascolto. L’obiettivo dichiarato non è soltanto quello di aumentare la presenza visibile delle forze dell’ordine, ma anche quello di creare un contatto più immediato tra cittadini e amministrazione.

La misura è stata presentata nel corso di una riunione di maggioranza e si inserisce nel più ampio piano del Comune dedicato alla sicurezza urbana e alla qualità della vita.

Un presidio mobile nei quartieri di Pordenone

L’ufficio mobile si sposterà sul territorio secondo un calendario programmato e raggiungerà le varie aree cittadine, comprese le periferie. La sperimentazione è stata fissata nei mesi di ottobre e novembre 2026, periodo scelto volutamente per evitare sovrapposizioni con eventi particolarmente impegnativi per la polizia locale, come Pordenonelegge o le attività legate al periodo natalizio.

L’assessore alla sicurezza Elena Ceolin ha spiegato il significato dell’iniziativa sottolineando il valore della prossimità territoriale: “Portare la polizia locale là dove vivono i cittadini è una scelta concreta, che valorizza il lavoro straordinario già svolto dai nostri agenti e lo rende ancora più visibile e accessibile”.

Ceolin ha inoltre chiarito che il nuovo servizio non sostituirà le attività già esistenti, ma rappresenterà uno strumento aggiuntivo capace di creare un presidio riconoscibile e facilmente raggiungibile nei quartieri.

Sicurezza reale e percezione dei cittadini

Alla base del progetto c’è una considerazione precisa dell’amministrazione comunale: la sicurezza non si misura soltanto con i dati statistici, ma anche con la percezione che i cittadini hanno del territorio in cui vivono.

Secondo le rilevazioni disponibili, infatti, Pordenone risulta tra le città più sicure d’Italia, ma il sindaco Alessandro Basso evidenzia come questo non basti da solo a garantire serenità alla popolazione.

Governare significa guardare oltre le statistiche”, ha dichiarato il primo cittadino. “La percezione della sicurezza è parte integrante della qualità della vita e su questo c’è ancora lavoro da fare”.

Per questo motivo il Comune punta a rafforzare la presenza sul territorio anche attraverso ulteriori investimenti in illuminazione pubblica e videosorveglianza, sia nel centro cittadino sia nelle periferie.

Nessuna modifica all’organizzazione della polizia locale

L’introduzione dell’ufficio mobile non cambierà la struttura attuale della polizia locale di Pordenone, già organizzata attraverso nuclei operativi specializzati e dipartimenti con competenze specifiche.

Il nuovo presidio aggiungerà invece una dimensione di prossimità territoriale, consentendo agli agenti di essere maggiormente presenti nei quartieri e di raccogliere direttamente esigenze, segnalazioni e criticità dei residenti.

Al termine della fase sperimentale l’amministrazione analizzerà i dati raccolti per valutare l’efficacia del progetto e decidere eventuali sviluppi futuri.

Possibile richiesta di fondi regionali

Se la risposta dei cittadini sarà positiva, il Comune potrebbe chiedere alla Regione Friuli-Venezia Giulia un sostegno economico per trasformare il servizio in una misura strutturale.

L’idea dell’amministrazione è quella di ottenere risorse aggiuntive regionali per consolidare il progetto e ampliarne la portata, senza gravare esclusivamente sulle casse comunali.

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