Economia & Lavoro
Redditi Irpef: in Fvg uomini sopra quota 31mila euro, donne ferme a 21mila
In Friuli-Venezia Giulia le donne dichiarano in media 10.208 euro in meno degli uomini. L’indagine Ires Fvg su dati Irpef 2025 evidenzia divari forti anche tra lavoratori e pensionati
Le donne del Friuli-Venezia Giulia dichiarano in media 10.208 euro in meno rispetto agli uomini. È il dato più significativo che emerge dall’indagine Ires Fvg sulle dichiarazioni Irpef presentate nel 2025, riferite all’anno d’imposta precedente, elaborata dal ricercatore Alessandro Russo su dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Un divario che conferma la persistenza di squilibri profondi nella distribuzione dei redditi, nonostante alcuni segnali positivi sul fronte della previdenza complementare e del welfare aziendale.
Il reddito medio regionale è di 26.787 euro
In Friuli-Venezia Giulia il reddito complessivo medio ai fini Irpef si attesta a 26.787 euro, un valore superiore alla media italiana, pari a 25.816 euro. Dietro questo dato generale, però, si nasconde una forte variabilità legata soprattutto al genere, alla provincia di residenza e alla condizione lavorativa.
Gli uomini dichiarano in media 31.762 euro, mentre le donne si fermano a 21.554 euro. La distanza è quindi di 10.208 euro, pari a un reddito femminile inferiore di circa un terzo rispetto a quello maschile. A livello nazionale il divario è leggermente più contenuto: 9.071 euro, pari al 30,1%.
Trieste fa eccezione, ottava in Italia per reddito femminile
Tra le province del Friuli-Venezia Giulia, Trieste registra i valori più elevati. Nel capoluogo regionale il reddito medio complessivo è di 28.404 euro, con gli uomini a quota 33.305 euro e le donne a 23.572 euro.
Proprio il dato femminile colloca Trieste all’ottavo posto tra le province italiane per reddito complessivo medio dichiarato dalle donne. Resta comunque un differenziale rilevante: nel territorio giuliano le contribuenti dichiarano 9.734 euro in meno rispetto agli uomini.
Il divario più marcato, in termini percentuali, si registra invece a Udine, dove le donne dichiarano il 34,4% in meno rispetto agli uomini. Seguono Pordenone, con un gap del 33,2%, e Gorizia, dove la distanza è più contenuta ma comunque significativa, pari al 26,8%.
Lavoro dipendente e pensioni: il divario continua
L’indagine Ires Fvg evidenzia come la differenza di reddito tra uomini e donne attraversi le principali categorie di contribuenti.
Tra i lavoratori dipendenti, le donne rappresentano il 46,2% del totale e dichiarano in media 20.950 euro, contro i 28.628 euro degli uomini. La differenza è quindi di quasi 7.700 euro, pari al 26,8% in meno.
Il divario si allarga ulteriormente tra i pensionati. Le donne sono il 52,4% dei contribuenti con redditi da pensione, ma percepiscono in media 18.918 euro, a fronte dei 27.815 euro degli uomini. In questo caso la distanza sfiora i 9.000 euro, pari a circa il 32% in meno.
Due contribuenti su tre sotto i 29mila euro
Un altro elemento centrale riguarda la distribuzione per classi di reddito. In Friuli-Venezia Giulia due contribuenti su tre dichiarano meno di 29.000 euro: si tratta del 66,1% del totale. Tra le donne, però, questa quota sale al 76,8%, confermando una maggiore concentrazione nelle fasce reddituali medio-basse.
La fotografia cambia radicalmente nella fascia più alta. Sopra i 50.000 euro di reddito complessivo, dove si applica l’aliquota marginale più elevata del 43%, i contribuenti sono in larga maggioranza uomini: tre su quattro. Le donne rappresentano appena il 26% di questa classe di reddito.
Le cause: occupazione, part-time e carriere più difficili
Secondo l’analisi Ires, il dato fiscale riflette squilibri strutturali ancora presenti nel mercato del lavoro. La partecipazione femminile resta inferiore a quella maschile, sia per tasso di occupazione sia per qualità e continuità dei percorsi professionali.
A pesare sono anche la maggiore diffusione del lavoro part-time tra le donne, la difficoltà di accesso alle posizioni apicali e carriere spesso più discontinue. Questi elementi si riflettono non solo sui redditi da lavoro, ma anche sulle pensioni, prolungando il divario economico oltre la vita lavorativa.
Premi di produttività
L’approfondimento Ires dedica spazio anche ai premi di produttività soggetti a tassazione sostitutiva. Nel 2024, in Friuli-Venezia Giulia, i lavoratori dipendenti del settore privato che hanno ricevuto questi premi sono stati oltre 56.000, con un importo medio di circa 1.300 euro.
Cresce anche il ricorso ai premi erogati sotto forma di welfare aziendale, cioè prestazioni, servizi o rimborsi con finalità sociale non assoggettati a imposizione entro i limiti previsti. I beneficiari sono stati poco più di 16.000, con un ammontare medio di circa 1.000 euro.
Il dato è in crescita: nel 2021 i lavoratori coinvolti da premi in forma di benefit erano 7.206, mentre nel 2025 sono saliti a 16.077. Anche l’importo medio è aumentato, passando da 784 euro a 1.011 euro.
Previdenza complementare in forte crescita
Uno dei segnali più rilevanti riguarda la previdenza complementare. In Friuli-Venezia Giulia il numero di contribuenti che hanno effettuato versamenti portandoli poi in deduzione nella dichiarazione dei redditi è più che raddoppiato: dai 34.751 del 2013 ai 77.188 del 2025.
Il valore medio delle deduzioni è cresciuto da 2.180 euro nel 2013 a 2.348 euro nel 2022, per poi registrare un lieve calo nel triennio più recente, fino a 2.275 euro nel 2025. Il dato regionale resta poco sotto la media nazionale, pari a 2.281 euro.
I contributi versati alle forme pensionistiche complementari, sia fondi negoziali sia fondi individuali, possono essere dedotti fino a un limite massimo di 5.164,57 euro. I dati non includono però i versamenti eseguiti direttamente dai datori di lavoro, che calcolano la deducibilità fiscale in busta paga.
Friuli-Venezia Giulia quarto in Italia per previdenza complementare
La diffusione della previdenza integrativa in regione è confermata anche dalla relazione annuale Covip 2024. Il Friuli-Venezia Giulia si colloca al quarto posto in Italia per rapporto tra iscritti alla previdenza complementare e forze di lavoro, con una quota del 45,4%.
Davanti alla regione ci sono soltanto Trentino-Alto Adige, con il 62,8%, Veneto, con il 47,6%, e Valle d’Aosta, con il 47,2%. Nel 2024 il contributo medio alla previdenza complementare in Friuli-Venezia Giulia è stato pari a 2.720 euro, leggermente inferiore al dato nazionale di 2.890 euro.
Una fotografia fiscale delle disuguaglianze
L’indagine Ires Fvg restituisce quindi una doppia immagine della regione. Da un lato, il Friuli-Venezia Giulia presenta redditi medi superiori alla media italiana e una significativa diffusione della previdenza complementare. Dall’altro, il divario tra uomini e donne resta ampio e strutturale, attraversando lavoro dipendente, pensioni e fasce reddituali più elevate.
Il dato più evidente rimane quello di partenza: le donne dichiarano in media oltre 10mila euro in meno degli uomini. Una distanza che, letta attraverso le dichiarazioni Irpef, conferma quanto le disuguaglianze nel mercato del lavoro continuino a incidere in modo concreto sulla distribuzione della ricchezza e sulle prospettive future.
Continua a leggere le notizie di Diario FVG e segui la nostra pagina Facebook

You must be logged in to post a comment Login