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IA e imprese, a Udine il confronto sulla quarta rivoluzione economica

L’intelligenza artificiale entra sempre più nelle imprese del Friuli-Venezia Giulia. Esperti e imprenditori a confronto su innovazione, produttività, formazione e sicurezza dei dati

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Un momento del convegno sull'IA nelle imprese
Un momento del convegno sull'IA nelle imprese

L’intelligenza artificiale non è più una tecnologia del futuro, ma uno strumento già oggi determinante per la competitività delle imprese. È questo il messaggio emerso dal convegno “Intelligenza Artificiale: strumenti di sviluppo per le imprese”, ospitato nei giorni scorsi nella Sala Valduga della Camera di Commercio di Pordenone-Udine e promosso dall’ente camerale insieme al Comitato Imprenditoria Giovanile.

L’incontro ha riunito imprenditori, esperti e rappresentanti del mondo accademico per fare il punto sulle opportunità offerte dall’IA, analizzando applicazioni concrete già adottate in numerose realtà produttive del territorio.

Da Pozzo: «Una rivoluzione che le piccole imprese non possono ignorare»

Ad aprire il confronto sono stati il presidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo, collegato in videoconferenza, e il presidente del Comitato Imprenditoria Giovanile Luca Rossi.

Da Pozzo ha definito l’attuale fase economica come l’ingresso nella “quarta rivoluzione economica”, evidenziando la necessità di accompagnare il tessuto produttivo locale in un percorso di innovazione.

L'intervento in videoconferenza di Giovanni Da Pozzo

L’intervento in videoconferenza di Giovanni Da Pozzo

«Siamo di fronte a un cambio di paradigma dove le nostre micro e piccole imprese, che rappresentano il 97% del sistema, devono essere accompagnate per recuperare il gap rispetto ai grandi player», ha sottolineato il presidente camerale.

Secondo Da Pozzo, la sfida non consiste nel frenare l’evoluzione tecnologica, ma nel governarla in modo consapevole, mantenendo alta l’attenzione sugli aspetti etici e sull’utilizzo responsabile degli strumenti digitali.

L’intelligenza artificiale già al lavoro nelle aziende

Tra gli interventi più significativi del convegno è emerso come l’IA sia già ampiamente utilizzata in numerose realtà imprenditoriali.

Massimiliano Anziutti, socio fondatore di BeanTech, ha raccontato l’esperienza della propria azienda, dove l’intelligenza artificiale contribuisce ad automatizzare una parte consistente delle attività di sviluppo software.

«Utilizziamo l’IA per automatizzare parte del lavoro delle nostre persone, arrivando a generare oltre 500 mila righe di codice al mese, di cui circa la metà già validata dagli sviluppatori», ha spiegato.

Un risultato che, secondo Anziutti, è possibile soltanto partendo da una gestione efficace delle informazioni aziendali. «Senza dati strutturati e governati correttamente, il rischio è ottenere risposte che possono portare a decisioni aziendali sbagliate».

La sala con i partecipanti al convegno

La sala con i partecipanti al convegno

Robotica e visione artificiale trasformano la manifattura

L’applicazione dell’intelligenza artificiale nel settore industriale è stata invece approfondita da Alessandro Liani, CEO di Video Systems, che ha illustrato i vantaggi derivanti dall’integrazione tra robotica avanzata e sistemi di visione artificiale.

Secondo Liani, queste tecnologie consentono di sostituire l’intervento umano nelle mansioni più ripetitive e gravose, aumentando al contempo efficienza e precisione.

«Possiamo sostituire l’uomo nelle attività più ripetitive, alienanti e usuranti, come le ispezioni per il controllo qualità, replicando il comportamento umano e migliorando al tempo stesso l’efficienza dei processi», ha spiegato.

Formazione e sicurezza dei dati: le sfide decisive

A richiamare l’attenzione sui temi della formazione e della protezione delle informazioni aziendali è stato Paolo Omero, docente dell’Università di Udine e CEO di Infofactory.

Per Omero, il vero cambiamento non riguarda soltanto la tecnologia, ma soprattutto la cultura aziendale.

«La soddisfazione più grande arriva quando vediamo cambiare la mentalità nelle aziende. Ci sono realtà che hanno raddoppiato il fatturato semplicemente imparando a utilizzare correttamente questi strumenti», ha affermato.

Il docente ha però lanciato un chiaro avvertimento sul tema della sovranità digitale e dell’utilizzo di piattaforme gratuite per elaborare dati sensibili.

«Utilizzare versioni gratuite di intelligenza artificiale con dati riservati significa delocalizzare conoscenza e competenze senza possibilità di recupero. Una volta inviati all’estero, su quei dati non esiste il tasto “undo”».

Giovani imprenditori protagonisti dell’innovazione

Nel corso dell’incontro sono stati presentati anche alcuni dati elaborati dal Centro Studi della Camera di Commercio di Pordenone-Udine relativi alle imprese guidate da giovani under 35 in Friuli-Venezia Giulia.

Sebbene rappresentino soltanto il 7,7% del tessuto produttivo regionale, le imprese giovanili mostrano una presenza superiore alla media proprio nei comparti maggiormente legati all’innovazione tecnologica.

La quota sale infatti al 9,6% nelle attività professionali, scientifiche e tecniche e raggiunge il 10,4% nelle attività amministrative e di supporto. Ancora più rilevante il dato relativo ad alcuni settori specifici: le imprese under 35 rappresentano il 23,5% delle attività di pubblicità e ricerche di mercato e addirittura il 31% dei servizi postali e di corriere, una percentuale circa quattro volte superiore alla media regionale.

Una sfida che riguarda tutto il sistema produttivo

Dal confronto emerso a Pordenone-Udine appare evidente come l’adozione dell’intelligenza artificiale stia diventando un fattore decisivo per la crescita delle imprese, indipendentemente dalle loro dimensioni.

La diffusione di queste tecnologie, accompagnata da una corretta formazione e da un’attenta gestione dei dati, rappresenta oggi una delle principali leve per migliorare produttività, competitività e capacità innovativa del sistema economico regionale. Un percorso nel quale le imprese del Friuli-Venezia Giulia, e in particolare quelle guidate dalle nuove generazioni, sembrano intenzionate a giocare un ruolo da protagoniste.

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