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Piantedosi elogia la polizia dopo il maxi blitz contro la criminalità giovanile: coinvolta anche Trieste

Maxi operazione contro la criminalità giovanile: Piantedosi ringrazia la polizia dopo il blitz che ha interessato anche Trieste.

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Matteo Piantedosi, Ministro dell'Interno
Matteo Piantedosi, Ministro dell'Interno ( © Depositphotos)

La maxi operazione della polizia di Stato contro la criminalità giovanile, che ha interessato 44 province italiane, ha ricevuto il plauso del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha sottolineato l’importanza dell’attività svolta dalle forze dell’ordine per contrastare violenza, degrado e traffico di droga. Tra le città coinvolte figura anche Trieste, dove il bilancio dell’operazione parla di 106 persone denunciate, tra cui 15 minorenni, e nove arresti.

Il ringraziamento del ministro

Commentando l’esito dell’intervento, Piantedosi ha evidenziato l’impegno messo in campo dalla polizia di Stato, con oltre 1.000 agenti delle squadre mobili e gli equipaggi dei Reparti prevenzione crimine impegnati nelle attività operative.

Secondo il ministro, i risultati ottenuti dimostrano l’efficacia del coordinamento tra le diverse questure e confermano il lavoro quotidiano svolto dalle forze dell’ordine nel contrasto alla criminalità.

I numeri dell’operazione

L’operazione ha portato complessivamente a 539 arresti e 954 denunce. Durante i controlli sono state inoltre sequestrate 136 armi e oltre 700 chilogrammi di sostanze stupefacenti, dati che, secondo Piantedosi, testimoniano la portata dell’intervento e l’efficacia dell’azione investigativa.

Anche Trieste ha avuto un ruolo nell’operazione nazionale, con 106 soggetti denunciati, di cui 15 minorenni, e nove persone arrestate.

«Un lavoro prezioso per la sicurezza»

Il ministro dell’Interno ha infine espresso la propria gratitudine a tutto il personale coinvolto, ringraziando gli operatori per il coraggio e il senso del dovere dimostrati durante interventi spesso caratterizzati da situazioni ad alto rischio.

Piantedosi ha sottolineato che il lavoro svolto ha consentito di garantire maggiore sicurezza ai cittadini e di fornire risposte concrete alle comunità interessate da episodi di violenza, definendo quello delle forze dell’ordine un «lavoro prezioso» che merita il rispetto e il riconoscimento di tutti.

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