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Intelligenza artificiale in sloveno, Duino Aurisina testa l’assistente virtuale Giul-IA

A Duino Aurisina parte il test di Giul-IA in sloveno. Nove configurazioni tecnologiche saranno confrontate per ottenere una voce naturale e preparare servizi pubblici digitali più inclusivi

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Foto di gruppo al comune di Duino Aurisina
Foto di gruppo al comune di Duino Aurisina

Un assistente virtuale pubblico capace di parlare correttamente in lingua slovena, con una pronuncia naturale, un lessico adeguato e risposte comprensibili. È l’obiettivo della sperimentazione avviata a Duino Aurisina/Devin-Nabrežina, scelta come Comune pilota per l’evoluzione di Giul-IA, la piattaforma di intelligenza artificiale sviluppata da Insiel per i servizi degli enti locali.

Il progetto coinvolge il Comune, la Regione Friuli-Venezia Giulia, Insiel, lo Slori – Slovenski raziskovalni inštitut, Istituto sloveno di ricerche – e l’Ufficio centrale per la lingua slovena della Regione. Si tratta del primo esempio in Italia di sperimentazione di un assistente virtuale pubblico con funzionalità vocali in sloveno, concepito per rendere in futuro i servizi amministrativi più accessibili alle comunità linguistiche del territorio.

Il test riguarda la qualità della voce in sloveno

In questa prima fase Giul-IA non sarà ancora utilizzata direttamente dai cittadini per accedere ai servizi comunali. La sperimentazione ha infatti un carattere prevalentemente tecnico e punta a verificare il funzionamento dei sistemi che consentono all’assistente di comprendere la lingua parlata e trasformare le risposte scritte in una voce naturale.

Una particolare attenzione sarà riservata al sistema di Text-to-Speech, la tecnologia che converte un testo in una risposta vocale. I tecnici e gli esperti linguistici dovranno valutare la corretta pronuncia delle parole, gli accenti, l’intonazione, il ritmo del parlato e l’appropriatezza del lessico.

Saranno analizzate anche le tecnologie di Speech-to-Text, necessarie per trasformare la voce dell’utente in testo, e i modelli linguistici capaci di interpretare il significato complessivo delle domande e produrre risposte coerenti.

Nove configurazioni tecnologiche messe a confronto

La sperimentazione prevede la realizzazione di nove versioni alternative dello stesso assistente virtuale. Ogni configurazione utilizzerà differenti combinazioni di sistemi per il riconoscimento vocale, modelli linguistici e sintesi della voce.

Tra le tecnologie che potranno essere valutate figurano motori sviluppati da realtà come Azure Speech, Google, OpenAI, Deepgram e Gladia. Le diverse soluzioni saranno sottoposte agli stessi input e agli stessi scenari, in modo da confrontarne le prestazioni con criteri omogenei.

L’obiettivo è individuare quale configurazione riesca a comprendere meglio lo sloveno parlato, rispondere in modo più preciso e pronunciare correttamente i contenuti, tenendo conto delle caratteristiche linguistiche della comunità slovena presente in Friuli-Venezia Giulia.

Come ha spiegato l’amministratore unico di Insiel, Diego Antonini, la vera innovazione non consiste semplicemente nel tradurre l’assistente dall’italiano allo sloveno. La sfida è piuttosto addestrare il motore vocale affinché parli in maniera corretta e naturale, attraverso una validazione effettuata da linguisti e rappresentanti della minoranza slovena.

Le prove sui casi concreti dei servizi comunali

Pur non prevedendo ancora l’attivazione di un servizio aperto al pubblico, il test utilizzerà contenuti e scenari ispirati alle richieste che abitualmente vengono rivolte agli uffici comunali.

Le prove potranno riguardare, ad esempio, informazioni su anagrafe, tributi, servizi scolastici, prenotazione di appuntamenti e procedure amministrative. In questo modo sarà possibile verificare il comportamento dell’assistente in situazioni simili a quelle che, in futuro, potrebbero presentarsi durante il dialogo con un cittadino.

Gli esperti dello Slori e dell’Ufficio centrale per la lingua slovena contribuiranno alla definizione delle regole linguistiche, alla verifica della pronuncia e alla validazione del vocabolario. Saranno inoltre analizzate risorse lessicali, librerie audio e materiali open source già predisposti per un possibile impiego nei sistemi digitali e nelle applicazioni di intelligenza artificiale.

Duino Aurisina laboratorio dell’innovazione bilingue

La scelta di Duino Aurisina non è casuale. Il Comune è caratterizzato da una consolidata presenza della comunità slovena e da una comunicazione istituzionale bilingue.

«Non basta dichiararsi bilingui, bisogna esserlo nei fatti», ha sottolineato il sindaco Igor Gabrovec, evidenziando la necessità di mettere a disposizione della popolazione gli strumenti di nuova generazione in entrambe le lingue.

Secondo il primo cittadino, la tutela della pluralità linguistica non rappresenta soltanto un obbligo previsto dallo statuto, ma anche un investimento culturale capace di rendere il territorio più aperto, autentico e ricco di conoscenza.

Il Comune svolgerà quindi il ruolo di ente pilota durante i mesi di sperimentazione. I risultati potranno successivamente essere utilizzati per valutare l’estensione della tecnologia ad altri territori regionali nei quali è presente la minoranza linguistica slovena.

Callari: «L’intelligenza artificiale deve avvicinare le istituzioni»

Alla presentazione del progetto è intervenuto anche l’assessore regionale ai Sistemi informativi Sebastiano Callari, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa nel percorso di digitalizzazione della pubblica amministrazione.

«Vogliamo rendere l’intelligenza artificiale sempre più vicina ai cittadini e alle comunità locali», ha spiegato l’assessore. L’obiettivo è realizzare uno strumento capace di comprendere le persone nella loro lingua e nella loro cultura, offrendo modalità di accesso ai servizi più semplici e inclusive.

Callari ha ricordato che il riconoscimento e la valorizzazione delle comunità linguistiche costituiscono uno degli elementi fondamentali della specialità del Friuli-Venezia Giulia. Integrare lo sloveno in una piattaforma di intelligenza artificiale significa quindi utilizzare l’innovazione per ridurre le distanze tra istituzioni e cittadini.

La Regione sta inoltre lavorando a una normativa dedicata all’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di promuoverne un utilizzo trasparente e responsabile, tutelando le persone da possibili abusi e favorendo l’inclusione e la semplificazione amministrativa.

Verso un assistente pubblico multilingue

Giul-IA nasce dall’esperienza dell’assistente vocale realizzato da Insiel nel 2025 per il Comune di Porcia. La nuova sperimentazione rappresenta un passaggio verso una piattaforma più evoluta, in grado di supportare progressivamente italiano, inglese e sloveno.

In prospettiva, il progetto potrebbe essere esteso anche alle altre lingue minoritarie presenti sul territorio regionale. Prima dell’eventuale introduzione nei servizi rivolti al pubblico, tuttavia, sarà necessario completare la fase di analisi e individuare la combinazione tecnologica più affidabile.

I test dureranno alcuni mesi e permetteranno di raccogliere dati sulla qualità delle risposte, sulla comprensione delle domande e sulla naturalezza della voce. Il traguardo è costruire un assistente pubblico che non si limiti a tradurre le parole, ma sappia dialogare rispettando l’identità linguistica e culturale delle comunità locali.

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