Pordenone
Vajont, Azione contro la centrale idroelettrica: “La memoria non si può mettere in secondo piano”
Vajont, Azione boccia la centrale idroelettrica: “Serve trasparenza e rispetto della memoria del luogo”.
Il progetto della centrale idroelettrica sul Vajont continua a dividere il dibattito pubblico. A esprimere una netta contrarietà è Marco Salvador, segretario provinciale di Azione, secondo cui l’intervento rappresenta “la scelta sbagliata”, pur riconoscendo l’importanza di investire nella produzione di energia pulita.
L’impianto proposto da Welly Red prevede di sfruttare il flusso d’acqua attraverso la galleria di scarico del lago residuo C, il bacino formatosi dopo la frana del Monte Toc, con una produzione stimata di 13,3 GWh di energia all’anno.
“Il Vajont non è un luogo qualsiasi”
Secondo Salvador, un progetto di questa portata richiede un confronto serio, razionale e trasparente, ma la valutazione non può limitarsi agli aspetti tecnici.
Per il segretario di Azione, il Vajont rappresenta un luogo simbolo della storia italiana, profondamente legato alla tragedia che ha colpito il territorio e alla memoria delle vittime. Per questo motivo, sostiene, ogni decisione deve tenere conto anche del valore storico e civile dell’area.
Dubbi sui benefici per il territorio
Azione evidenzia inoltre la necessità di chiarire quali siano le ricadute concrete per le comunità locali.
Secondo Salvador, a fronte di una concessione idroelettrica e di un investimento stimato in circa 12 milioni di euro, non è ancora stato dimostrato quali benefici duraturi e proporzionati il progetto possa garantire ai territori interessati.
“Serve un interesse pubblico evidente”
Per Azione, la questione è anche etica. Salvador sostiene che riaprire un luogo ancora profondamente legato alla tragedia del Vajont possa essere giustificato solo in presenza di un interesse pubblico nazionale evidente, dimostrato e documentato.
In caso contrario, afferma, si rischierebbe di chiedere alle comunità locali di rinunciare a un patrimonio di memoria collettiva in cambio di vantaggi economici ancora incerti.
Il segretario provinciale esprime inoltre la preoccupazione che la vicenda venga trattata come una semplice pratica amministrativa, senza considerare il peso storico e umano della tragedia. A suo avviso, la memoria non rappresenta un ostacolo allo sviluppo, ma costituisce parte integrante delle valutazioni politiche che le istituzioni sono chiamate a compiere.
L’appello alla maggioranza regionale
Nel suo intervento, Azione invita i partiti della maggioranza regionale – Lista Fedriga, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia – ad assumere una posizione esplicita sul progetto.
Secondo il partito, la realizzazione della centrale non può essere affrontata come un semplice procedimento autorizzativo, ma deve essere considerata una scelta che coinvolge la storia, l’identità e la dignità del territorio. Per questo vengono richiesti trasparenza, ascolto delle comunità locali e chiarezza sulle reali ricadute dell’intervento, sottolineando che sul Vajont le responsabilità delle istituzioni sono anche storiche, morali e civili.
Continua a leggere le notizie di Diario FVG e segui la nostra pagina Facebook

You must be logged in to post a comment Login