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Protezione civile, nuove tutele per sindaci e volontari: via libera del Senato

Il Senato approva il ddl che rafforza le tutele penali per sindaci, volontari e funzionari della Protezione civile. Ora il voto della Camera

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L'assessore regionale delegato alla Protezione civile Riccardo Riccardi
L'assessore regionale delegato alla Protezione civile Riccardo Riccardi

Il via libera del Senato al disegno di legge sulla Protezione civile rappresenta un passaggio decisivo verso un quadro normativo più chiaro per sindaci, volontari, autorità, dirigenti e funzionari pubblici chiamati a intervenire durante le emergenze.

A esprimere soddisfazione per l’approvazione del provvedimento è stato l’assessore regionale alla Protezione civile del Friuli-Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, secondo il quale le nuove disposizioni potranno garantire maggiore sicurezza giuridica a chi deve assumere decisioni rapide in condizioni particolarmente complesse.

Riccardi: «Un passaggio importante e per nulla scontato»

«Il via libera del Senato al disegno di legge sulla Protezione civile è un passaggio importante e per nulla scontato», ha dichiarato Riccardi.

L’assessore ha ricordato come la tragedia di Preone e le successive conseguenze giudiziarie abbiano generato una forte preoccupazione all’interno dell’intero sistema regionale e nazionale della Protezione civile.

Secondo Riccardi, il nuovo impianto normativo potrà offrire maggiori garanzie a volontari e amministratori locali, spesso chiamati a prendere decisioni urgenti nell’interesse della popolazione, in contesti nei quali il tempo a disposizione è limitato e le informazioni possono essere incomplete.

«Le nuove tutele potranno offrire maggiori certezze e garanzie a volontari, sindaci e a quanti devono assumere decisioni d’emergenza nell’interesse delle proprie comunità», ha sottolineato l’assessore, auspicando che la Camera possa arrivare in tempi rapidi all’approvazione definitiva del testo.

Cosa prevede il disegno di legge sulla Protezione civile

Il provvedimento approvato dal Senato introduce una disciplina specifica della responsabilità penale colposa per i soggetti impegnati nelle attività di Protezione civile.

Il disegno di legge punta in particolare a distinguere con maggiore precisione tra:

  • gli errori commessi durante situazioni eccezionali e di emergenza;
  • le condotte caratterizzate da colpa grave;
  • le decisioni assunte nel rispetto delle linee guida e delle buone pratiche operative.

L’obiettivo è evitare che chi interviene in contesti emergenziali venga valutato senza tenere conto delle effettive condizioni nelle quali si è trovato a operare.

Durante calamità, eventi meteorologici estremi o situazioni di pericolo imminente, sindaci, funzionari e volontari possono infatti essere costretti a compiere scelte immediate, bilanciando rischi diversi e agendo sotto una forte pressione.

Più garanzie per chi prende decisioni durante le emergenze

Per Riccardi, garantire un quadro normativo più definito significa tutelare non soltanto le singole persone coinvolte, ma anche l’intera capacità operativa della Protezione civile.

«Si tratta di un provvedimento che tutela un modello fondato sulla collaborazione tra istituzioni, primi cittadini, strutture operative e volontari: uomini e donne che mettono gratuitamente a disposizione della comunità tempo, competenze ed energie», ha evidenziato l’assessore regionale.

La Protezione civile si basa infatti sull’integrazione tra amministrazioni pubbliche, forze operative, tecnici e migliaia di volontari che intervengono in occasione di alluvioni, frane, incendi, terremoti e altre emergenze.

La paura di possibili conseguenze giudiziarie può però incidere sulla serenità e sulla rapidità delle decisioni, soprattutto per i sindaci, che rivestono un ruolo centrale nella gestione delle emergenze sul territorio comunale.

«Garantire a volontari e sindaci un quadro normativo più chiaro significa proteggere gli sforzi di chi si dedica agli altri e rafforzare la capacità di risposta dell’intero sistema», ha aggiunto Riccardi.

Il richiamo alla tragedia di Preone

Nel suo intervento, l’assessore ha richiamato espressamente la tragedia di Preone, un episodio che ha avuto importanti conseguenze anche sul piano giudiziario e che ha alimentato il dibattito sulle responsabilità di chi opera nella gestione delle emergenze.

Proprio casi di questo tipo hanno evidenziato la necessità di aggiornare e precisare il quadro legislativo, tenendo conto della particolare natura delle attività di Protezione civile.

Il principio alla base del disegno di legge è che le decisioni prese in condizioni straordinarie non possano essere valutate come se fossero state adottate in una situazione ordinaria, con tempi lunghi e informazioni complete.

Allo stesso tempo, il testo mantiene ferma la responsabilità nei casi di colpa grave, cercando quindi un equilibrio tra la tutela degli operatori e la necessità di garantire il rispetto delle regole.

Collaborazione politica e istituzionale sul provvedimento

Riccardi ha sottolineato anche il valore della collaborazione raggiunta tra le diverse forze politiche e istituzionali.

Secondo l’assessore, in questa occasione le differenti sensibilità sono state messe da parte con l’obiettivo comune di proteggere un sistema considerato un’eccellenza anche a livello internazionale.

«Un risultato importante che dimostra come, quando le istituzioni lavorano insieme nell’interesse delle comunità, è possibile dare risposte rapide e concrete», ha dichiarato.

Il voto del Senato non conclude tuttavia l’iter parlamentare. Il testo dovrà ora tornare alla Camera dei deputati, chiamata a esaminarlo e ad approvarlo definitivamente.

Ora si attende il voto definitivo della Camera

L’attenzione si sposta dunque sulla Camera, dove il disegno di legge dovrà completare il proprio percorso.

La Regione auspica una conclusione rapida dell’iter, in modo da rendere operative le nuove tutele e offrire riferimenti più certi a tutti coloro che fanno parte del sistema della Protezione civile.

«Ora attendiamo che il testo torni alla Camera per l’approvazione definitiva», ha concluso Riccardi.

Il provvedimento viene considerato un passo importante per rafforzare la fiducia di volontari, sindaci e operatori, tutelando chi agisce in buona fede, nel rispetto delle procedure e nell’interesse delle comunità colpite dalle emergenze.

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