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Energia, in Friuli Venezia-Giulia il 44% è rinnovabile: Scoccimarro punta sulla diversificazione

Nel 2025 le fonti rinnovabili hanno prodotto il 44% dell’energia regionale. Al forum di Udine Fabio Scoccimarro ha indicato la diversificazione delle fonti come strada per garantire energia alle imprese.

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L'assessore regionale Fabio Scoccimarro interviene a Udine al Forum del Gruppo Nem
L'assessore regionale Fabio Scoccimarro interviene a Udine al Forum del Gruppo Nem

UDINE – Nel 2025 il 44% dell’energia prodotta in Friuli Venezia-Giulia proveniva da fonti rinnovabili. Il dato e la necessità di diversificare le fonti sono stati al centro dell’intervento dell’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente Fabio Scoccimarro, che ha affermato: “Il Friuli Venezia Giulia è tra le regioni più avanti nel raggiungimento degli obiettivi energetici al 2030: nel 2025 il 44% dell’energia prodotta proveniva da fonti rinnovabili. Ma dobbiamo puntare sulla diversificazione, valorizzando il fotovoltaico e l’idroelettrico e guardando con favore al nucleare di nuova generazione, per garantire sicurezza energetica e costi sostenibili alle imprese”.

Scoccimarro è intervenuto al forum “Transizione. Le imprese e i costi del clima. Modelli, strategie, sostenibilità”, organizzato dal Gruppo Nem – Nord Est Multimedia con Enel e ospitato da Confindustria Udine alla Torre di Santa Maria

Istituzioni, scienziati e imprenditori hanno dialogato su come reagire alle difficoltà imposte dalla “tempesta perfetta” nel settore energetico, scatenata nell’estate del 2026.

L’intervento, moderato dal giornalista e direttore scientifico del Forum Jacopo Giliberto, ha affrontato la diversificazione delle fonti in un contesto segnato dall’intreccio tra cambiamenti climatici e tensioni geopolitiche. Scoccimarro ha detto: “Quasi la metà dell’energia prodotta in regione arriva da fonti rinnovabili, ma dobbiamo considerare anche i limiti del nostro territorio: non disponiamo di tutte le risorse naturali necessarie per sviluppare ogni tecnologia. Per questo è importante mettere a sistema le fonti disponibili e valutare tutte le soluzioni in grado di rispondere al fabbisogno energetico delle imprese”.

Siccità e neve scarsa: nel 2025 l’idroelettrico ha perso il 26%

Nel 2025 la carenza di precipitazioni e neve ha determinato una flessione del 26% della produzione idroelettrica rispetto all’anno precedente. I bacini hanno dovuto contribuire anche a garantire l’approvvigionamento idrico per l’agricoltura.

Scoccimarro ha aggiunto: “La transizione deve essere guidata dal pragmatismo e dalla neutralità tecnologica. Dobbiamo sviluppare le rinnovabili, favorendo il fotovoltaico sulle coperture industriali e nelle aree dismesse, senza consumare suolo agricolo, e investire nelle infrastrutture e nei sistemi di accumulo. Allo stesso tempo, il nucleare di nuova generazione può offrire una prospettiva importante per sostenere i fabbisogni delle industrie energivore e accompagnare la competitività del sistema produttivo” ha aggiunto Scoccimarro.

Centrali idroelettriche, invasi e fotovoltaico tra le azioni regionali

Tra le azioni regionali figurano l’ammodernamento delle centrali idroelettriche, gli interventi per la difesa del suolo e gli invasi, lo sviluppo della Comunità energetica regionale attraverso FVG Energia e il sostegno al fotovoltaico. Gli impianti connessi in bassa tensione sono oltre 90mila e gli incentivi erogati superano il mezzo miliardo di euro.

L’obiettivo è raggiungere la neutralità carbonica al 2045, con cinque anni di anticipo rispetto al traguardo europeo, coniugando tutela ambientale, sostenibilità economica e salvaguardia dell’occupazione.

L'intervento di Scoccimarro moderato dal giornalista e direttore scientifico del Forum Jacopo Giliberto
L’intervento di Scoccimarro moderato dal giornalista e direttore scientifico del Forum Jacopo Giliberto
Il pubblico nella sede di Confindustria Udine
Il pubblico nella sede di Confindustria Udine
Scoccimarro al Forum nella Torre di Santa Maria
Scoccimarro al Forum nella Torre di Santa Maria

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