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Quattro tonnellate di cocaina sequestrate a Trieste: colpo di scena al processo

Processo Geppo 21 a Trieste: il giudice si astiene. Si apre il filone Coltro 23 dopo il sequestro di sette quintali di cocaina

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Guardia di Finanza
Carabinieri ( © Depositphotos)Guardia di Finanza v

TRIESTE – Nuovo sviluppo giudiziario per la maxi operazione antidroga Geppo 21, che nel 2022 aveva portato al sequestro di quattro tonnellate di cocaina e all’arresto di 38 persone in diversi Paesi. Nell’udienza di oggi, 22 ottobre, al Tribunale di Trieste è stato affrontato anche il nuovo filone d’indagine denominato Coltro 23, collegato alla stessa rete internazionale di narcotraffico. Il procedimento dovrà però essere riassegnato a un altro magistrato dopo l’astensione del giudice Manila Salvà.

Il giudice si astiene: il processo sarà riassegnato

Durante l’udienza, gli avvocati difensori hanno sollevato una questione di incompatibilità riguardante il giudice Manila Salvà, che si era già pronunciata in precedenza sulla vicenda giudiziaria. Il magistrato si è quindi astenuto e nelle prossime settimane il Tribunale dovrà individuare un nuovo giudice al quale affidare il procedimento.

Tra i legali presenti in aula figuravano Giovanni Di Lullo ed Elena Bertosa, difensori di un uomo accusato di aver ricevuto una consegna di oltre 20 chili di cocaina. Presenti anche Stefania Pattarello, del foro di Venezia, e Dario Candeloro, di Roma. Assente invece Alexandro Maria Tirelli, difensore del narcotrafficante colombiano Angel Maria Martinez Quiroz.

Da Geppo 21 a Coltro 23: sequestrati altri sette quintali di cocaina

L’udienza ha riguardato anche il filone investigativo Coltro 23, prosecuzione dell’operazione Geppo 21. L’indagine, conclusa nel 2023, aveva consentito di sequestrare sette quintali di cocaina, con 16 persone inizialmente imputate.

L’operazione Geppo 21, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Trieste, è considerata una delle tre più grandi operazioni antidroga sotto copertura mai realizzate in Europa.

Le indagini erano state condotte dalla Guardia di finanza di Trieste, con il supporto del Gico e del Goa, sotto il coordinamento dell’allora procuratore capo Antonio De Nicolo e del pubblico ministero Federico Frezza.

Gli investigatori avevano ricostruito un vasto traffico di stupefacenti dalla Colombia all’Italia attraverso Trieste, grazie anche all’impiego di agenti sotto copertura infiltrati per lungo tempo nelle organizzazioni criminali.

I narcotrafficanti colombiani e la scarcerazione

Tra gli imputati del primo filone figurano Angel Maria Martinez Quiroz e Ramón Abel Castaño Castaño, già condannati anche in appello nell’ambito del procedimento Geppo 21.

Quiroz era considerato uno dei narcotrafficanti più pericolosi al mondo ed era inserito nelle liste dei ricercati dell’Interpol. Castaño, invece, sarebbe stato incaricato dai clan di organizzare e concordare le spedizioni di droga verso l’Italia.

Entrambi sono stati scarcerati per scadenza dei termini di custodia cautelare. Il ministro della Giustizia aveva richiesto l’estradizione alla Colombia, senza tuttavia ricevere risposta dalle autorità colombiane.

Gli altri procedimenti e le condanne definitive

La vicenda giudiziaria prosegue anche su altri fronti. È in corso il processo d’appello nei confronti di Antonio Prudente, cittadino italiano inizialmente accusato di essere uno dei promotori del traffico internazionale e successivamente assolto in primo grado. La Procura ha impugnato la sentenza.

Alla fine del 2025, inoltre, la Corte di Cassazione si è pronunciata sulle posizioni di Hamida Khalfi, Adriano Lazzarato e Ugo Mascioli, tre figure coinvolte nel traffico di stupefacenti in Friuli-Venezia Giulia. Per loro sono diventate definitive condanne per complessivi 15 anni di reclusione.

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