Cronaca & Attualità
«Fate presto, forse ho ucciso mio padre»: 87enne originario di Udine trovato morto, arrestata la figlia
Carlo Jacob, 87enne originario di Udine, trovato morto a Milano dopo essere stato legato e imbavagliato dalla figlia
MILANO – Un uomo di 87 anni, Carlo Jacob, critico cinematografico originario di Udine, è stato trovato morto nel suo appartamento di Milano dopo essere stato legato e imbavagliato dalla figlia di 56 anni, che si occupava quotidianamente di lui. La donna, Giovanna, avrebbe cercato in questo modo di contenere le urla del padre, affetto da una grave forma di demenza. Dopo aver scoperto il corpo senza vita dell’anziano, ha chiamato il 112. È stata arrestata con l’accusa di omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela.
La telefonata al 112 e la scoperta del corpo
La tragedia si è consumata domenica pomeriggio, in un appartamento al primo piano di una palazzina di via don Giovanni Calabria, nella periferia nordest di Milano.
«Fate presto, venite, forse ho ucciso mio padre», avrebbe detto la 56enne durante la telefonata ai soccorsi. All’arrivo del personale del 118, però, per l’anziano non c’era ormai più nulla da fare.
Il corpo di Carlo Jacob si trovava sul letto, mentre sul pavimento erano presenti cotone, scotch e alcune cinghie, materiali che sarebbero stati utilizzati per immobilizzarlo.
La malattia del padre e le difficoltà della figlia
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’87enne soffriva di una grave forma di demenza che, con il passare del tempo, lo aveva progressivamente debilitato fino a costringerlo a letto.
La figlia si occupava della sua assistenza quotidiana, una situazione diventata sempre più difficile da gestire. «Urlava, si dibatteva di continuo», avrebbe raccontato la donna alle forze dell’ordine.
Per impedire che le urla disturbassero i vicini, la 56enne avrebbe iniziato a legare e imbavagliare il padre durante le crisi. Alcuni condomini avevano sentito i lamenti dell’anziano e chiesto informalmente spiegazioni, ma non risultano precedenti interventi delle forze dell’ordine nell’abitazione.
L’anziano trovato morto dopo essere stato immobilizzato
Anche domenica la donna avrebbe utilizzato cotone, scotch e cinghie per bloccare il padre, prima di allontanarsi dalla camera per svolgere alcune faccende domestiche.
Quando è tornata nella stanza, ha trovato l’87enne privo di vita. Avrebbe quindi cercato di liberarlo e soccorrerlo, senza riuscire a salvarlo. Subito dopo è partita la chiamata al numero unico di emergenza.
L’arresto della 56enne e l’accusa di omicidio
Dopo l’intervento dei soccorritori, la donna è stata accompagnata in caserma e interrogata dal pubblico ministero Guido Schirinnà.
Nel corso dell’interrogatorio, la 56enne, fino a quel momento incensurata, avrebbe ricostruito quanto accaduto e ammesso le proprie responsabilità.
Per Giovanna è scattato l’arresto con l’accusa di omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela. La donna è stata successivamente trasferita nel carcere milanese di San Vittore.
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