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Cronaca

Crisi energetica: la Regione chiede un super-piano per imprese e lavoro

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FVG – Serve un grande piano di intervento europeo  con risorse pubbliche per affrontare la grave situazione legata al drammatico aumento dei costi energetici che sta mettendo in ginocchio il sistema produttivo. E’ quanto, in sintesi, sottolineato dal governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, durante un’intervista con il direttore de La Stampa Massimo Giannini nell’ambito dell’evento “L’Alfabeto del futuro” organizzato a Udine dal gruppo editoriale Gedi, una anteprima alla vigilia della kermesse Friuli Doc voluta proprio per discutere di eccellenze agroalimentari della regione e delle problematiche del mondo produttivo.
Rispondendo alle domande del direttore de La Stampa in merito alla grave situazione economico-sociale causata dalla drammatica crisi energetica, il governatore si è detto molto preoccupato per la tenuta del sistema produttivo e per le possibili pesanti ricadute che potranno esserci nei prossimi mesi sul fronte occupazionale e sociale.

Il governo può anche fare uno scostamento di bilancio mettendo più risorse economiche per gli aiuti a imprese famiglie, ma se questo viene fatto senza che vengano cambiate le regole, sia europee che nazionali, della borsa energetica e del mercato dell’energia il rischio è che le speculazioni non si fermino e che nell’immediato futuro ci sia la necessità di dover stanziare risorse cinque volte superiori a quelle attuali per alimentare gli ammortizzatori sociali.
Vanno bene i provvedimenti tampone per sostenere imprese e famiglie, ma – ha ribadito il governatore – l’Europa deve dare un segnale chiaro sul cambiamento delle regole. Servirebbe un grande sforzo, come fu fatto – ha ricordato il presidente del Fvg – per combattere la pandemia nel momento più difficile in cui l’Europa ha saputo dare indicazioni precise e tutti i Paesi si sono mossi insieme.
Lo stesso piano straordinario messo in campo contro il Covid, è l’auspicio manifestato dal governatore rispondendo a una domanda sulle sanzioni della Ue rispetto alla Russia, dovrebbe essere messo in campo rispetto alla drammatica situazione legata all’aumento folle dei costi energetici. Già per altro iniziato prime della guerra in Ucraina. E’ certo necessario proseguire, ha aggiunto il governatore, nelle sanzioni contro Mosca, ma contemporaneamente va aperto un “ombrello”, cioè un grande piano di interventi con risorse pubbliche, a difesa delle pesanti ricadute sulle nostre economie e sul fronte occupazionale e sociale.

Un’azione che può essere messa in campo, ha sostenuto ancora il governatore rispondendo alle domande, anche immaginando un approccio meno fideistico rispetto al Pnrr. Se qualcosa del Pnrr va cambiato, alla luce di una situazione che è oggettivamente mutata e richiede strumenti diversi, lo si deve poter fare al di fuori di una visione troppo “rigorosa” che rischia di essere miope.

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