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Attacco a Israele, la condanna di FdI e partigiani della Osoppo

Anche la Lega Nazionale di Trieste contro l’intimidazione violenza subita dal popolo israeliano

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FVG – “In queste ore drammatiche per Israele ma anche per tutti noi, siamo a condannare senza sé e senza ma i. responsabili delle atrocità commesse”. Così in una nota il Gruppo di Fratelli d’Italia nel manifestare il pieno sostegno allo Stato d’Israele.
“Siamo sgomentati dalle immagini delle violenze che ci arrivano, perpetrate contro bambini, donne, anziani e disabili” concludono.

Anche l’Associazione Partigiani Osoppo e la Lega Nazionale di Trieste, esprimono la propria solidarietà al popolo israeliano, duramente colpito da un attacco di inusitata violenza che trova paragone solo con l’attacco alle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre 2001.  “Centinaia di giovani, bambini, donne, anziani, uccisi e rapiti in un drammatico crescendo di aggressioni che ben poco hanno a che spartire con qualunque conflitto – affermano le due realtà – restiamo  senza parole di fronte agli attacchi terroristici di Hamas nella striscia di Gaza.  Ci troviamo davanti ad un conflitto latente, il cui livello di odio è cresciuto in questi anni e che ora è drammaticamente scoppiato raggiungendo livelli inimmaginabili che non possono trovare giustificazioni: Hamas ha voluto aggredire e colpire la popolazione civile di Israele, senza alcun rispetto per la vita umana. Vogliamo ricordare quella che a noi pare una evidenza dei fatti:  lo stato di Israele  difende il proprio diritto ad esistere mentre i terroristi islamisti, rappresentati da Hammas,  combattono con tutta la forza possibile per annientare la stessa esistenza dello stato israeliano”. 

“Siamo vicini al popolo israeliano – aggiungono – memori delle tragedie che questo popolo ha subito nel corso del Secondo conflitto mondiale e che pure ha trovato la forza di combattere, con la Brigata Ebraica, anche per la libertà dell’Italia, e poi per combattere per la propria stessa libertà, per riuscire a far nascere nel 1948 lo stato di Israele. Le nostre Associazioni hanno vissuto i drammi delle terre di confine: due tremendi conflitti mondiali si sono abbattuti sulle nostre terre, lasciando lacerazioni e fratture che solo il trascorrere dei decenni stanno lentamente ricomponendo. Sappiamo cosa vuol dire l’odio fra i popoli che sembra non avere mai fine. Proprio questo ci preoccupa e allo stesso tempo di induce a rivolgere un augurio di speranza perché i popoli figli di Abramo sappiano trovare la strada della convivenza”.

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