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Cronaca & Attualità

Giornalismo, tributo della Regione alla carriera di Biloslavo e Capuozzo

Il vicegovernatore con delega alla Cultura Mario Anzil ha consegnato a nome del governatore Massimiliano Fedriga le targhe a suggello della festa per la carriera dei due reporter di guerra tenutasi nell’atelier dell’artista Giorgio Celiberti

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UDINE – “La Regione Friuli Venezia Giulia vuole tributare un doveroso riconoscimento a due suoi figli, uno friulano e uno triestino, per i loro quaranta anni e più di attività professionale: con coraggio, in momenti e luoghi difficili Toni Capuozzo e Fausto Biloslavo ci hanno permesso di conoscere quello che avviene nel mondo”.  Lo ha affermato il vicegovernatore con delega alla Cultura Mario Anzil, consegnando a nome del governatore Massimiliano Fedriga, le targhe a suggello della festa per la carriera dei due reporter di guerra tenutasi nell’atelier dell’artista Giorgio Celiberti a Udine.
“In questo capannone, alla periferia un po’ degradata di Udine e dietro una pescheria, pochi immaginano si trovi un luogo dove è possibile evadere nel magico incanto dell’impossibile: è un posto che potrebbe trovarsi ovunque, in una grande città americana o forse a Milano: questa è una serata importante di cui ci ricorderemo per tanto tempo, forse per sempre” ha commentato Anzil, presente all’evento assieme all’assessore regionale alla Difesa dell’Ambiente Fabio Scoccimarro.

“Conosco personalmente Biloslavo e ho seguito fin dagli esordi la sua carriera e posso testimoniare – ha commentato Scoccimarro a margine della consegna delle targhe – che oggi, in questa bellissima cornice d’arte, diamo un giusto tributo sia all’amico Fausto che a Toni Capuozzo, due eccellenze del giornalismo che hanno rischiato e rischiano tutt’oggi la loro vita in prima linea. A questo proposito voglio ricordare anche Almerigo Grilz, socio di Biloslavo, prematuramente scomparso nel 1987”. Biloslavo inizia la carriera di reporter nel 1982, seguendo la guerra del Libano come fotografo freelance. Un anno dopo, insieme ai colleghi Almerigo Grilz e Gian Micalessin, fonda l’agenzia Albatross Press Agency. Nel 1987 viene arrestato in Afghanistan dalle truppe governative filo-sovietiche, dopo un lungo reportage sui mujaheddin. Rimane in carcere per sette mesi. All’inizio degli anni ’90 è inviato nei Balcani. Nel 2001 è uno dei primi giornalisti ad entrare a Kabul liberata dai talebani e, nel 2003, segue l’attacco all’Iraq fino alla caduta di Saddam Hussein. Nel 2011 è l’ultimo giornalista italiano ad intervistare il colonnello Gheddafi. Lavora per Il Giornale e collabora con varie testate.
Capuozzo nasce a Palmanova nel 1948. Laureato in sociologia presso l’Università di Trento, inizia come inviato di Lotta continua nel 1979 e diventa giornalista professionista nel 1983. Scrive per Reporter e per i periodici Epoca e Panorama mese. Vicedirettore del TG5 e conduttore della trasmissione giornalistica settimanale Terra!. Inviato di guerra per diverse testate giornalistiche televisive, ha seguito i conflitti nei Balcani, in Somalia, in Medio Oriente, in Afghanistan, in Iraq.

La targa per Biloslavo è stata consegnata per “la quarantennale attività di cronache dal fronte, con l’auspicio di nuovi traguardi”, mentre quella a Capuozzo, sempre in occasione di 40 anni da giornalista professionista e con il medesimo auspicio, è stata consegnata per essere “ambasciatore tenace e attento delle cronache internazionali”.
All’evento per la carriera dei due giornalisti, moderato da Andro Merkù, è intervenuto anche il sindaco di Udine Alberto Felice De Toni e, in videomessaggio, tra gli altri, Arrigo Sacchi, Manuela Di Centa, Giordano Floreancig.
Nel ringraziare per il tributo, Capuozzo ha voluto ricordare Luca Attanasio, diplomatico  italiano ambasciatore in Congo morto in un agguato al convoglio in cui viaggiava assieme ad altre sei persone nel 2021, il cui padre Salvatore era presente all’evento.

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