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Innovalp, Rosolen: “La montagna è paradigma di evoluzione della società”

“Quando parliamo di futuro, anche della montagna, parliamo di sostenibilità: ambientale, economica e soprattutto sociale”

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UDINE – “Quello che vale per la situazione demografica della montagna, vale parimenti, con tutte le peculiarità dei casi, anche in altri territori della nostra regione. Situazioni di difficoltà che affrontiamo come opportunità e sfida; questo progetto ci aiuta a capire in maniera trasversale come consegnare gli spazi delle ‘terre alte’ ai nostri giovani, affinché se ne riapproprino. Credo che la montagna rappresenti il paradigma dell’evoluzione della società: dai percorsi formativi, all’offerta, alla sua capacità di resilienza, fino alle nuove modalità di sviluppo che ruotano attorno all’intero tema del lavoro; azioni da prendere a esempio, a divenire buone prassi, e non più attività residuali, come per molti anni sono state considerate”. Sono solo alcune delle riflessioni che l’assessore al Lavoro, formazione e istruzione del Friuli Venezia Giulia, Alessia Rosolen, ha portato questa mattina, nella sede di Udine della Regione, alla presentazione degli esiti del progetto “Innovalp 2023. Non è una montagna per giovani. Uno sguardo innovativo per il cambio passo delle terre alte”, un percorso di innovazione sociale promosso dalla cooperativa Cramars che si è sviluppato con il coinvolgimento di oltre 40 tra docenti, studiosi e portatori di interessi, più di 100 studenti e oltre 500 altre persone nelle varie attività di cui si è composto l’articolato progetto.

“Abbiamo una importante quantità di norme regionali delle diverse direzioni, che destinano risorse significative alla montagna, per dare risposte alle esigenze di chi vive e lavora in questi territori. Progetti come Innovalp, di studio della struttura del territorio, di ascolto delle comunità e raffronto tra generazioni e ‘modi’ diversi, ci forniscono uno strumento in più” ha sottolineato, poi, Rosolen ricordando che l’Amministrazione sta lavorando su una legge di welfare territoriale che permetterà “di colmare in autonomia il gap salariale, culturale, economici e sociali su cui teoricamente la stessa Regione non potrebbe intervenire, perché frutto di decisioni ora prese altrove”.
“La costruzione di servizi, la messa a disposizione di percorsi e l’individuazione di soggetti pro-attivi sul territorio, costituiscono il welfare territoriale di cui l’Amministrazione regionale è soggetto interlocutore importante – ha sottolineato Rosolen -. L’innovazione sociale della comunità della montagna è un paradigma anche per il tema del lavoro – ha ribadito -; non lo è, difatti, solo sul tema dell’istruzione, della formazione, dell’università e dei servizi legati alla famiglia. La montagna è un luogo dove le azioni possono avere un senso completamente diverso e con finalità diverse, e in cui sviluppare nuovi modelli organizzativi del lavoro; ne un esempio quello agile, che può avere un impatto importante nel ripopolamento, attraverso la scelta autonoma dei singoli lavoratori, rispetto alla propria organizzazione di vita”.

“Quando parliamo di futuro, anche della montagna, parliamo di sostenibilità: ambientale, economica e soprattutto sociale – ha aggiunto, infine, Rosolen -. Il progetto della cooperativa Cramars ha un valore importante per diversi motivi: rappresenta la sintesi di tutte le azioni che la politica mette in campo per queste zone del Friuli Venezia Giulia, è la sperimentazione di passaggi di visione. Mette in luce il ruolo pro-attivo, profondamente cambiato, di tutti i soggetti coinvolti, dalle scuole fino ai consorzi, così come è cambiato l’approccio, rispetto a solo pochi anni fa, che non è più assistenziale”.

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