Pordenone
Guerra in Iran, gli Usa non chiedono l’uso delle basi in Italia: cosa succede ad Aviano
Dopo gli attacchi di Stati Uniti e Israele in Iran cresce l’attenzione sul possibile utilizzo delle basi militari americane in Italia, tra cui Aviano
Dopo gli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele in Iran, cresce l’attenzione anche in Italia sulle possibili conseguenze del conflitto. Oltre ai possibili aumenti dei prezzi di luce, gas e carburanti, uno dei temi più discussi riguarda il possibile utilizzo delle basi militari americane presenti nel Paese, tra cui quella di Aviano, in provincia di Pordenone.
Al momento, però, non è stata presentata alcuna richiesta ufficiale. A chiarirlo è stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, Autorità delegata alla sicurezza della Repubblica, durante la presentazione della Relazione annuale dell’intelligence.
Mantovano ha infatti spiegato che “non c’è stata richiesta” da parte degli Stati Uniti per utilizzare le basi italiane nel contesto delle operazioni legate alla crisi con l’Iran.
Valutazioni su richieste di difesa nel Golfo
Il governo italiano sta comunque valutando la richiesta di mezzi difensivi avanzata da alcuni Paesi dell’area del Golfo. Eventuali decisioni, ha spiegato Mantovano, verranno prese nel rispetto del rapporto tra Governo e Parlamento, seguendo le procedure previste.
Il caso della base di Aviano
Particolare attenzione è rivolta alla base aerea di Aviano, dove è stanziato il 31st Fighter Wing dell’US Air Force con caccia F-16. Secondo alcune fonti, la struttura ospiterebbe anche armi nucleari tattiche B61-12.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ricordato che l’utilizzo delle basi militari statunitensi in Italia è regolato da accordi internazionali come il NATO SOFA del 1951, il Bilateral Infrastructure Agreement del 1954 e il Memorandum d’intesa Italia–USA del 1995.
In caso di operazioni non ordinarie, gli Stati Uniti devono presentare una richiesta formale al governo italiano, indicando obiettivi e natura dell’operazione. Successivamente il ministro della Difesa deve informare il Parlamento.
Continua a leggere le notizie di Diario FVG e segui la nostra pagina Facebook

You must be logged in to post a comment Login