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Devastata la casa del direttore dell’Udinese Academy: ladri distruggono tutto e rubano ricordi
Raid devastante nella casa del direttore dell’Udinese Academy: rubati ricordi personali e distrutti arredi
Non un semplice furto, ma una violazione violenta e sistematica. È quanto accaduto nella casa in provincia di Como di Alec Bolla, direttore dell’Udinese Academy, presa di mira da una banda specializzata nello scasso. Il raid è avvenuto domenica scorsa mentre il dirigente si trovava all’estero per lavoro.
Al rientro, la scoperta è stata scioccante: stanze completamente devastate, mobili distrutti e oggetti personali spariti. Un’azione che, secondo le prime ricostruzioni, non si è limitata alla ricerca di beni di valore, ma ha lasciato dietro di sé una scia di distruzione difficilmente spiegabile.
La scoperta e il malore della madre
A dare l’allarme è stato il fratello di Bolla, insospettito dalle luci accese nell’abitazione sottostante. Entrato insieme ai genitori, si è trovato davanti a una scena definita dallo stesso dirigente come “disastrosa”.
L’interno dell’abitazione appariva completamente messo a soqquadro: letti sventrati, armadi svuotati con violenza, cassetti divelti. Nemmeno gli oggetti più ingombranti sono stati risparmiati: la televisione è stata staccata e scaraventata contro il muro, ridotta in frantumi.
Uno shock tale da provocare un malore alla madre dell’ex calciatore, colta da un improvviso malessere durante il sopralluogo.
Rubati i ricordi di una vita
Oltre ai danni materiali, il colpo ha colpito duramente anche sul piano emotivo. I ladri hanno infatti sottratto oggetti dal forte valore affettivo, legati alla carriera e alla vita personale di Bolla.
“Hanno rovistato ovunque, persino tra i medicinali”, ha raccontato il dirigente. Ma ciò che pesa di più è la perdita di quei beni unici e insostituibili, che rappresentavano tappe fondamentali del suo percorso professionale e umano.
Un colpo da professionisti dello scasso
Secondo i rilievi dei carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Menaggio, ad agire sarebbe stata una banda di esperti scassinatori. L’ingresso è avvenuto forzando una porta-finestra dotata di sistemi di sicurezza avanzati.
Un dettaglio che conferma l’ipotesi investigativa: per violare una struttura simile è necessaria una conoscenza tecnica specifica, segno di un’azione pianificata e condotta da professionisti.
I danni strutturali all’abitazione risultano ingenti: infissi compromessi, arredi distrutti e ambienti completamente devastati, testimonianza di una determinazione feroce nel portare a termine il colpo.
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