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Riforma Porti Italia, Rojc: “Trieste rischia di perdere autonomia e risorse”

Rojc attacca la riforma Porti d’Italia Spa: rischio perdita di autonomia e risorse per Trieste

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Porto di Trieste
Porto di Trieste ( © Depositphotos)

La proposta di riforma “Porti d’Italia Spa” accende il dibattito politico e istituzionale, con una presa di posizione netta da parte della senatrice del Partito democratico Tatjana Rojc, che definisce il provvedimento come “una pistola puntata contro Trieste e tutto il Friuli-Venezia Giulia”.

Secondo la parlamentare, il progetto rappresenterebbe un grave rischio per il sistema portuale regionale, mettendo in discussione risorse, personale e capacità decisionale. Un giudizio fortemente critico che si inserisce in un contesto più ampio di preoccupazione, condivisa – come sottolinea Rojc – anche da altre aree del Paese.

Il nodo strategico e il “controsenso”

Al centro delle critiche vi è quello che la senatrice definisce un vero e proprio “controsenso” politico. Da un lato, infatti, si continua a indicare Trieste come snodo strategico per il corridoio Imec, infrastruttura chiave nei collegamenti internazionali; dall’altro, però, si porterebbero avanti scelte che rischiano di indebolirne il ruolo.

Per Rojc, questa contraddizione evidenzia una mancanza di coerenza nella visione strategica nazionale, che potrebbe tradursi in effetti negativi concreti per il territorio.

La mozione in Consiglio regionale

Le parole della senatrice arrivano a seguito dell’approvazione di una mozione in Consiglio regionale, elaborata con l’obiettivo di “difendere l’autonomia dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale”.

Un passaggio che segna una presa di posizione istituzionale chiara da parte del Friuli-Venezia Giulia, a tutela di uno degli asset più importanti per l’economia regionale. Rojc auspica che questa consapevolezza possa estendersi anche ad altre Regioni, in modo da creare un fronte comune contro la riforma.

Il confronto in Parlamento

Il dibattito è destinato ora a spostarsi a Roma, dove il disegno di legge entra nella fase dell’esame parlamentare. In questo contesto, la senatrice ribadisce l’impegno del Partito democratico: “alla Camera e al Senato faremo di tutto per evitare questo danno”.

Tuttavia, Rojc evidenzia come l’azione parlamentare da sola non sarà sufficiente. Sarà infatti fondamentale, sottolinea, la pressione di tutte le istituzioni e dei soggetti pubblici e privati coinvolti, chiamati a far sentire la propria voce su un tema considerato cruciale per il futuro del porto di Trieste e dell’intero sistema logistico regionale.

Un tema nazionale

La questione, secondo la senatrice, non riguarda soltanto il Friuli-Venezia Giulia ma ha una dimensione più ampia, nazionale. Il timore è che la riforma possa incidere negativamente su più realtà portuali italiane, modificando equilibri consolidati e riducendo l’autonomia decisionale dei territori.

Per questo motivo, il confronto si preannuncia acceso, con possibili ripercussioni non solo politiche ma anche economiche, in un settore strategico come quello dei trasporti e della logistica.

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