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Gradisca e Sacile, al via il recupero delle caserme dismesse: investimenti e nuovi progetti

Rigenerazione urbana in primo piano: focus sulle caserme dismesse di Gradisca e Sacile

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L'assessore alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante durante la visita alla mostra "Nuove polarità urbane" del Dipartimento di Architettura dell'Università di Ferrara.
L'assessore alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante durante la visita alla mostra "Nuove polarità urbane" del Dipartimento di Architettura dell'Università di Ferrara.

Le caserme dismesse di Gradisca d’Isonzo e Sacile tornano al centro dell’attenzione grazie a un percorso di studio e progettazione che coinvolge istituzioni e università. L’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante ha partecipato a Ferrara a un evento dedicato proprio alla rigenerazione delle ex aree militari, sottolineando l’importanza strategica di questi interventi per il Friuli-Venezia Giulia.

L’iniziativa, promossa dal Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, ha analizzato i due casi con un approccio multidisciplinare, evidenziando il valore architettonico e paesaggistico di queste aree e il loro potenziale di rilancio.

Progetti già avviati e finanziamenti regionali

Come evidenziato dall’assessore Amirante, le caserme di Gradisca e Sacile non sono solo oggetto di studio, ma rientrano già in progettualità concrete sostenute da finanziamenti regionali.

“Si tratta di contesti importanti del nostro territorio – ha spiegato – su cui la Regione intende investire attraverso il Piano di governo del territorio”. L’obiettivo è quello di trasformare queste aree in nuove opportunità per le comunità locali, integrandole con il tessuto urbano e valorizzandone le caratteristiche.

Il progetto si inserisce in una visione più ampia che riguarda anche aree produttive e infrastrutture strategiche, con l’intento di favorire uno sviluppo equilibrato e sostenibile.

Una visione per il futuro dei territori

Durante l’evento è stata presentata anche la pubblicazione “Ibridazioni temporali”, che raccoglie i risultati di una ricerca dedicata agli strumenti e alle tecniche per la rigenerazione delle ex aree militari.

L’incontro ha visto la partecipazione anche dei rappresentanti dei territori coinvolti, tra cui i sindaci Carlo Spagnol (Sacile) e Alessandro Pagotto (Gradisca d’Isonzo), insieme all’assessore Paola Coccolo.

Per Amirante, momenti come questo rappresentano “una grande occasione di riflessione e ripensamento dei nostri centri”, sottolineando la necessità di avviare processi virtuosi di trasformazione architettonica.

Ricadute economiche, sociali e culturali

Il recupero delle caserme dismesse non riguarda solo l’aspetto urbanistico, ma punta a generare benefici concreti per la collettività.

Secondo l’assessore, infatti, la rigenerazione di queste aree può produrre ricadute positive dal punto di vista economico, sociale e culturale, contribuendo a ridare nuova vita a spazi oggi inutilizzati.

Un percorso che mira a trasformare il passato militare in nuove polarità urbane, capaci di rispondere alle esigenze contemporanee e di rafforzare l’identità dei territori.

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