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Villa Manin inaugura la mostra “Ruota Libera”, un viaggio nella storia della bicicletta

A Villa Manin inaugurata “Ruota Libera”, la mostra dedicata alla storia della bicicletta: 62 modelli storici, le bici di Pantani e Bartali e un viaggio tra sport, innovazione e società

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L'inaugurazione della mostra "Ruota Libera" a Villa Manin
L'inaugurazione della mostra "Ruota Libera" a Villa Manin (©Stefan Nita)

Villa Manin apre le porte a “Ruota Libera”, la nuova mostra dedicata alla storia della bicicletta inaugurata a Passariano di Codroipo e visitabile dal 19 maggio al 30 agosto 2026. Un percorso espositivo che attraversa oltre due secoli di evoluzione sociale, culturale e tecnologica attraverso uno degli oggetti più iconici della modernità: la bicicletta.

L’esposizione, promossa da ERPAC Friuli Venezia Giulia e curata dal collezionista vicentino Mario Cionfoli, raccoglie 62 biciclette storiche e contemporanee, fotografie, documenti originali e materiali d’archivio, offrendo ai visitatori un racconto immersivo che parte dalla draisina ottocentesca fino ai moderni modelli in fibra di carbonio.

Anzil: “Le biciclette raccontano l’evoluzione della società”

All’inaugurazione della mostra era presente il vicegovernatore del Friuli-Venezia Giulia con delega alla Cultura Mario Anzil, che ha sottolineato il valore culturale dell’iniziativa.

Villa Manin è un luogo di formazione, produzione ed esposizione culturale: ci piace far dialogare queste antiche stanze con installazioni insolite come le biciclette, capaci di raccontare l’evoluzione della nostra società, ha dichiarato Anzil durante il taglio del nastro.

Il vicegovernatore ha evidenziato come la bicicletta sia stata molto più di un semplice mezzo di trasporto: Queste biciclette raccontano un’evoluzione in senso di emancipazione e libertà individuale: hanno rappresentato per molti l’opportunità di lavorare e spostarsi oltre i confini della prossimità, diventando fonte di progresso.

Il vicegovernatore Mario Anzil all'esposizione di Villa Manin

Il vicegovernatore Mario Anzil all’esposizione di Villa Manin

Dalla draisina ai campioni del ciclismo mondiale

Il percorso espositivo prende avvio nel 1815, anno in cui il barone tedesco Karl von Drais ideò la prima draisina in legno, considerata l’antenata della bicicletta moderna. Da lì si sviluppa un racconto che attraversa l’intera trasformazione del mezzo: dai primi telai in ferro fino alle innovazioni contemporanee come i cambi elettronici e i freni a disco.

Tra i pezzi più attesi figurano le biciclette appartenute a grandi campioni del ciclismo internazionale. In mostra infatti trovano spazio modelli iconici legati a Gino Bartali, Marco Pantani e Tadej Pogačar.

Proprio sulla sezione dedicata al “Pirata”, Anzil si è soffermato definendola “un ulteriore motivo di interesse”, sottolineando come le biciclette di Pantani siano state presentate “in maniera filologica”.

La bicicletta progettata da Leonardo da Vinci

La bicicletta progettata da Leonardo da Vinci

La bicicletta come simbolo di emancipazione

Uno dei temi centrali della mostra riguarda il ruolo della bicicletta nei cambiamenti sociali e culturali degli ultimi due secoli. Ampio spazio è dedicato infatti all’emancipazione femminile, con il racconto di come la possibilità di pedalare abbia rappresentato una conquista di autonomia e libertà per molte donne.

Figura simbolo di questa trasformazione è Alfonsina Strada, unica donna a partecipare al Giro d’Italia maschile nel 1924.

Il curatore Mario Cionfoli ha spiegato il significato dell’esposizione: La bicicletta non è soltanto un mezzo di trasporto: è uno strumento di libertà, emancipazione e scoperta.

Tecnologia, sostenibilità e innovazione

La mostra non si limita al valore storico e sportivo della bicicletta, ma approfondisce anche il tema dell’innovazione tecnologica. L’allestimento mette infatti in evidenza come molte soluzioni sviluppate nel settore ciclistico abbiano influenzato altri ambiti industriali, dall’automotive fino all’aeronautica.

L’ultima parte del percorso guarda invece al presente e al futuro, con una riflessione sul crescente interesse verso forme di mobilità sostenibile e sull’importanza della bicicletta nelle città contemporanee.

Con “Ruota Libera”, Villa Manin consolida il proprio ruolo di centro culturale capace di unire arte, storia e temi contemporanei. La direttrice generale di ERPAC, Lydia Alessio-Vernì, ha definito la mostra “un dialogo tra storia, cultura e innovazione”.

Una sala della mostra a Villa Manin

Una sala della mostra a Villa Manin (© Stefan Nita)

Informazioni utili

ORARI MOSTRA

  • Dal 19 maggio al 30 agosto 2026
  • Da martedì a domenica dalle 10 alle 19
  • Ogni prima domenica del mese l’ingresso alla mostra è a prezzo ridotto
  • Aperture speciali: lunedì 2 giugno

BIGLIETTI

  • Intero – €7,00 (biglietto cumulativo mostra “Ruota Libera” + mostra Klimt €10,00)
  • Ridotto* – €4,00 (biglietto cumulativo mostra “Ruota Libera” + mostra Klimt €7,00)
  • Ridotto gruppi** – €3,00 (biglietto cumulativo mostra “Ruota Libera” + mostra Klimt €5,00)
  • Omaggio – Bambini fino a 12 anni non compiuti; accompagnatori di gruppi (1 ogni gruppo); insegnanti in visita con alunni/studenti (2 ogni gruppo); un accompagnatore per disabile; tesserati ICOM; giornalisti con regolare tessera in servizio.
  • Info e prenotazioni: telefono +39 0432 821211 email: bookshop@villamanin.it
  • *Ridotto: Tesserati FAI, over 65 anni, ragazzi da 12 a 18 anni non compiuti, studenti fino a 26 anni non compiuti, diversamente abili, FVG card.
  • **Ridotto gruppi: min. 15 – max 25 persone, previa prenotazione a bookshop@villamanin.it
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