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Strage di grifoni nelle Alpi: sei morti per veleno vietato, la pista porta alla colonia di Cornino

Grifoni avvelenati in Austria con carbofurano: coinvolta la colonia della Riserva di Cornino in Friuli Venezia Giulia.

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Grifone
Grifone ( © Depositphotos)

Una grave strage di rapaci ha colpito anche il Friuli-Venezia Giulia. Sei grifoni sono stati trovati morti in Austria dopo essere stati avvelenati con il carbofurano, un pesticida vietato nell’Unione Europea dal 2008 per la sua elevata tossicità. Un settimo esemplare è sopravvissuto grazie alle cure ricevute in un centro specializzato. Almeno due degli avvoltoi provenivano dalla Riserva naturale regionale del lago di Cornino, ma secondo gli esperti è probabile che tutti appartenessero alla colonia friulana.

Le carcasse trovate tra Tirolo e Carinzia

I grifoni sono stati rinvenuti nella valle del Lesach, tra i Comuni di Untertilliach e St. Lorenzen. Le analisi dell’Università di Medicina Veterinaria di Vienna e dell’Università Ludwig Maximilian di Monaco hanno confermato l’avvelenamento da carbofurano.

La sostanza, bandita da anni in tutta l’Unione Europea, può provocare la morte anche in quantità minime e rappresenta un grave pericolo per animali, ambiente e persone.

Un caso senza precedenti recenti

BirdLife Austria, Wwf e Vulture Conservation Foundation hanno definito l’episodio il più grave caso di avvelenamento di rapaci registrato in Austria negli ultimi anni. Le associazioni hanno chiesto la collaborazione dei cittadini per individuare i responsabili.

Il bilancio potrebbe essere persino più pesante, poiché altri esemplari potrebbero non essere ancora stati ritrovati. Inoltre le vittime erano adulti in piena stagione riproduttiva, con possibili conseguenze anche per i piccoli rimasti nei nidi.

Il legame con la Riserva di Cornino

Secondo Fulvio Genero, direttore scientifico della Riserva di Cornino, è molto probabile che tutti i grifoni coinvolti appartenessero alla colonia friulana, che abitualmente si spinge fino alle Alpi austriache in cerca di cibo.

Tra gli esemplari identificati c’era Acale, nato nella Riserva nel 2014 e diventato negli anni uno dei simboli del progetto di reintroduzione dei grifoni.

Il superstite aiuta le indagini

L’unico grifone sopravvissuto è stato recuperato in difficoltà all’interno di un fiume e successivamente curato e liberato.

L’animale era dotato di una radio satellitare installata nell’ambito di un progetto internazionale coordinato dall’Università di Udine. I dati raccolti hanno permesso di ricostruire i suoi spostamenti e di individuare l’area in cui gli avvoltoi sarebbero entrati in contatto con il veleno.

Una traccia preziosa che potrebbe ora aiutare gli investigatori a risalire ai responsabili di una strage che ha colpito una delle più importanti colonie di grifoni dell’arco alpino.

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