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Cornacchia aggressiva salva: il Tar annulla l’ordinanza del Comune e blocca l’abbattimento

Cornacchia aggressiva, il Tar annulla l’ordinanza del Comune: stop all’abbattimento del volatile

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Cornacchia
Cornacchia ( © Depositphotos)

La cornacchia aggressiva di via Damiani non sarà abbattuta. A stabilirlo è il Tribunale amministrativo regionale, che ha accolto il ricorso presentato dalle associazioni animaliste e ha annullato l’ordinanza firmata dal sindaco Alessandro Basso, con la quale era stata disposta la soppressione del volatile.

La vicenda aveva attirato l’attenzione anche a livello nazionale, trasformandosi in un caso molto discusso tra esigenze di sicurezza pubblica e tutela della fauna selvatica.

Gli attacchi ai residenti e le ordinanze del Comune

Nelle scorse settimane diversi residenti avevano segnalato ripetuti attacchi da parte della cornacchia, impegnata a difendere il proprio nido e i piccoli. Il comportamento dell’animale, divenuto sempre più frequente, aveva spinto il Comune a intervenire con una serie di provvedimenti.

L’amministrazione comunale ha emesso tre ordinanze. Dopo vari tentativi di cattura effettuati dalla Forestale, si è arrivati alla decisione di autorizzare il “prelievo selettivo eutanasico”, ovvero l’abbattimento dell’animale. Una scelta che ha provocato la reazione delle associazioni animaliste, tra cui Lav e LNDC Animal Protection, che hanno deciso di impugnare il provvedimento davanti al Tar.

Le motivazioni della sentenza

Già l’8 giugno il tribunale aveva disposto la sospensione immediata delle ultime due ordinanze che prevedevano la soppressione della cornacchia.

Con la sentenza depositata il 21 luglio, il Tar ha confermato la propria posizione, evidenziando come l’istruttoria svolta dal Comune sia stata insufficiente. Secondo i giudici, infatti, non è stata dimostrata in modo adeguato l’impossibilità di adottare ulteriori misure alternative all’abbattimento.

Il tribunale ha inoltre rilevato alcune carenze procedurali, tra cui la mancata acquisizione del parere dell’ISPRA, l’assenza di una valutazione approfondita delle possibili soluzioni non letali e la mancata considerazione delle conseguenze che l’uccisione dell’adulto avrebbe avuto sui piccoli ancora presenti nel nido.

La soddisfazione delle associazioni animaliste

La decisione è stata accolta con soddisfazione da LNDC Animal Protection.

“La decisione del Tar dimostra che avevamo ragione a opporci a un provvedimento tanto estremo quanto ingiustificato”, ha dichiarato Piera Rosati, presidente dell’associazione.

“Fin dall’inizio abbiamo sostenuto che la tutela della sicurezza pubblica dovesse essere garantita senza sacrificare inutilmente la vita di un animale che stava semplicemente mettendo in atto un comportamento naturale: proteggere i propri piccoli. Questa sentenza riafferma un principio fondamentale di civiltà giuridica e di rispetto della fauna selvatica.”

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