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False multe via pagoPA, SEND, SMS ed email, è allarme phishing: come evitare la truffa

False multe via SMS, email e PEC: il CERT-AGID segnala 25 campagne di phishing in una settimana e oltre 1.800 dal 2025. Ecco come riconoscere i falsi avvisi pagoPA e SEND ed evitare le truffe

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Truffe e false multe pagoPA, allarme phishing
Truffe e false multe pagoPA, allarme phishing (© Redazione / AI)

Arriva un messaggio che segnala una multa stradale non pagata, con l’invito a saldare immediatamente l’importo per evitare sanzioni più elevate. Il testo appare ufficiale, spesso accompagnato dai loghi di pagoPA, SEND o ACI, ma dietro la richiesta può nascondersi un tentativo di sottrarre denaro e dati bancari. È il meccanismo di una delle frodi informatiche più diffuse in Italia, al centro di un nuovo allarme del CERT-AGID, la struttura dell’Agenzia per l’Italia Digitale che monitora le minacce informatiche.

Secondo l’ultimo rapporto, pubblicato il 30 ottobre 2026, nella settimana dal 24 al 30 ottobre sono state individuate 121 campagne informatiche malevole, di cui 25 legate a false multe. Di queste ultime, 14 utilizzavano il nome di pagoPA, nove quello di SEND e due quello dell’ACI.

False multe, oltre 1.800 campagne individuate dal 2025

Il fenomeno non riguarda soltanto le ultime settimane. Secondo i dati del CERT-AGID, dal 21 aprile 2025 al 27 ottobre 2026 sono state censite 1.874 campagne di phishing che utilizzavano il tema delle multe sfruttando i nomi di pagoPA e SEND.

Si tratta di campagne fraudolente individuate dagli esperti, non del numero di persone truffate o di pagamenti effettivamente sottratti.

I messaggi vengono diffusi principalmente attraverso email e SMS, con riferimenti a presunte violazioni del Codice della Strada, numeri di pratica, scadenze e richieste di pagamento. L’obiettivo è convincere il destinatario ad aprire un collegamento che conduce a un sito contraffatto, dove vengono richiesti dati personali o informazioni sulle carte di pagamento.

La nuova truffa arriva anche dalla PEC

Una delle novità più preoccupanti riguarda l’utilizzo di caselle di posta elettronica certificata compromesse. Il CERT-AGID ha documentato il 27 ottobre alcune campagne nelle quali i truffatori inviavano false richieste di pagamento attraverso indirizzi PEC apparentemente attendibili.

In due casi analizzati, i messaggi segnalavano una presunta sanzione di 198 euro, da pagare rapidamente per evitarne l’aumento a 268 euro.

Il collegamento conduceva a un falso portale che riproduceva l’aspetto grafico di pagoPA. La pagina richiedeva informazioni personali e disponeva di un sistema che poteva permettere ai criminali di indirizzare la vittima verso ulteriori schermate, anche per acquisire dati bancari e codici di verifica.

La provenienza da una PEC non garantisce quindi che la comunicazione sia autentica, soprattutto quando contiene richieste inattese di denaro.

Come riconoscere una falsa multa e verificare il pagamento

Il primo segnale da valutare è l’urgenza imposta dal messaggio. Richieste di pagamento immediato, minacce di aumenti consistenti e collegamenti a portali sconosciuti devono spingere a effettuare controlli prima di procedere.

Occorre ricordare che pagoPA non invia direttamente via email richieste di pagamento e non chiede di comunicare password o dati bancari attraverso SMS o messaggi di posta elettronica.

Per verificare l’esistenza di una multa è consigliabile:

  • Non aprire i link sospetti ricevuti via SMS, email o PEC.
  • Contattare direttamente l’ente che avrebbe emesso la sanzione, utilizzando i recapiti presenti sul suo sito ufficiale.
  • Controllare eventuali notifiche SEND attraverso i canali ufficiali, compresa l’app IO, quando il servizio è attivo per la comunicazione ricevuta.

Le notifiche digitali autentiche esistono e possono avere valore legale: il problema non è ricevere una comunicazione elettronica, ma fidarsi di collegamenti o richieste di pagamento non verificati.

Anche la presenza di un logo istituzionale o della parola pagoPA nell’indirizzo Internet non basta a garantire l’autenticità del sito.

Cosa fare se si è già cliccato o pagato

Chi ha soltanto aperto un collegamento sospetto dovrebbe interrompere la navigazione senza inserire informazioni personali, autorizzare pagamenti o scaricare file.

Se invece sono già stati comunicati i dati della carta o è stato effettuato un pagamento, è importante contattare immediatamente la banca per valutare il blocco dello strumento di pagamento e la contestazione delle operazioni.

È inoltre opportuno presentare denuncia alla Polizia Postale o alle altre autorità competenti, conservando i messaggi ricevuti e le eventuali ricevute.

Le comunicazioni sospette che utilizzano il nome di pagoPA possono essere segnalate all’indirizzo truffe@pagopa.it, indicato dalla stessa società.

Sul sito ufficiale del CERT-AGID sono disponibili i dati aggiornati sulle campagne malevole, mentre il Centro assistenza pagoPA fornisce indicazioni per riconoscere e segnalare i tentativi di frode.

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