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Bollo auto, attenzione alla nuova truffa che imita ACI per una falsa sanzione da 15,87 euro

Una nuova truffa imita il sito ACI e segnala un falso bollo auto non pagato. Dopo codice fiscale e targa vengono chiesti i dati della carta per una sanzione da 15,87 euro. Ecco come difendersi

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Nuova truffa bollo auto - Ragazza guarda preoccupata lo smartphone
Ragazza guarda preoccupata lo smartphone (© Magnific)

Una presunta morosità sul bollo auto, la minaccia di sanzioni e fermo amministrativo e, alla fine, una cifra apparentemente modesta da pagare: 15,87 euro. È il meccanismo utilizzato da una nuova campagna di phishing che sta sfruttando abusivamente nome, logo e grafica dell’Automobile Club d’Italia per sottrarre dati personali e informazioni delle carte di pagamento.

L’allarme è stato lanciato dal CERT-AGID, il Computer Emergency Response Team dell’Agenzia per l’Italia Digitale, e successivamente rilanciato direttamente da ACI. La truffa riguarda potenzialmente gli automobilisti di tutta Italia e merita attenzione anche in Friuli-Venezia Giulia, soprattutto perché le pagine utilizzate dai criminali informatici sono costruite per apparire credibili a prima vista.

Come funziona la nuova truffa del bollo auto

Il meccanismo ricostruito dal CERT-AGID procede per gradi.

L’utente viene indirizzato verso un sito che riproduce l’aspetto dei servizi ACI e gli comunica l’esistenza di un bollo auto annuale non pagato entro la scadenza. Per rendere più urgente la situazione vengono prospettate possibili conseguenze come maggiorazioni, sanzioni, fermo amministrativo e limitazioni alla circolazione.

Nella prima schermata vengono richiesti codice fiscale e targa del veicolo, apparentemente per controllare lo stato del pagamento. Successivamente il sito chiede nome, cognome, indirizzo e-mail, numero di telefono e indirizzo completo di residenza.

L’ultimo passaggio è quello più pericoloso: compare una presunta sanzione di 15,87 euro e per pagarla vengono richiesti nome dell’intestatario della carta, numero, scadenza e codice CVV.

Non si tratta però di un pagamento del bollo: quei dati vengono consegnati a un sito fraudolento.

Attenzione ai domini che assomigliano ad ACI

I portali individuati nella campagna sono ospitati sui domini acitalia[.]info e acitalia[.]click.

La somiglianza del nome può trarre in inganno, ma non si tratta di siti dell’Automobile Club d’Italia. ACI ha ribadito che il proprio sito istituzionale è aci.it e ha dichiarato di essere completamente estranea all’iniziativa.

Il CERT-AGID ha già richiesto la dismissione dei domini fraudolenti e ha condiviso gli indicatori della campagna con le organizzazioni accreditate.

Per approfondire la segnalazione è possibile consultare direttamente l’allerta pubblicata dal CERT-AGID.

Perché una richiesta di soli 15,87 euro può essere insidiosa

A prima vista la cifra può sembrare quasi rassicurante. Non si parla di centinaia di euro, ma di meno di 16 euro, somma che può apparire compatibile con una piccola sanzione o una maggiorazione.

Il problema, però, non sono soltanto quei 15,87 euro. Inserendo nella pagina falsa tutti i dati richiesti si possono consegnare ai truffatori informazioni personali molto dettagliate e i dati completi della carta di pagamento.

Il meccanismo sfrutta inoltre uno degli strumenti più comuni dell’ingegneria sociale: creare fretta e preoccupazione. La Banca d’Italia ricorda che nelle truffe digitali vengono spesso utilizzati eventi negativi, come multe, blocchi della carta o pagamenti mancanti, per convincere la vittima ad agire senza effettuare controlli.

Come si riconosce il vero servizio per il bollo auto

C’è un elemento che permette di distinguere facilmente questa campagna dai servizi ufficiali.

Per utilizzare online il servizio ACI di pagamento del bollo è necessario autenticarsi attraverso un’identità digitale: SPID, CIE, CNS oppure eIDAS. Il pagamento avviene poi attraverso la piattaforma PagoPA.

ACI ha inoltre precisato che non richiede tramite e-mail, SMS o siti non istituzionali l’inserimento dei dati della carta, del CVV o delle credenziali bancarie per pagare il bollo.

Di fronte a una comunicazione inattesa, quindi, il comportamento più sicuro è non utilizzare il link ricevuto. Se si vuole controllare la propria posizione è preferibile aprire autonomamente il sito ufficiale, digitandone l’indirizzo nel browser.

Il servizio autentico è illustrato nella pagina Bollonet di ACI Gov.

In Friuli-Venezia Giulia c’è una particolarità

Per gli automobilisti del Friuli-Venezia Giulia c’è inoltre un dettaglio importante.

La Regione precisa che la tassa automobilistica sul territorio regionale è gestita in via esclusiva dall’Agenzia delle Entrate, perché di competenza diretta dello Stato. Per pratiche relative, ad esempio, a cartelle, sgravi, doppi pagamenti o versamenti errati, la Regione invita quindi a rivolgersi agli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate della provincia di residenza.

Sul proprio portale istituzionale, la Regione rimanda inoltre ai servizi ufficiali dell’Agenzia delle Entrate e dell’ACI per le informazioni sul bollo.

Anche per chi vive in FVG vale quindi una regola semplice: mai verificare un presunto debito attraverso il collegamento contenuto in un messaggio sospetto.

Cosa fare se avete già inserito i dati della carta

Se si è soltanto aperto il sito senza inserire informazioni, è sufficiente chiuderlo e non procedere oltre.

Se invece sono stati forniti numero della carta, data di scadenza e CVV, è importante intervenire rapidamente. La Banca d’Italia raccomanda, in caso di possibile uso non autorizzato di uno strumento di pagamento, di contattare immediatamente la propria banca o l’emittente della carta, in modo da attivare le misure necessarie.

È opportuno anche controllare i movimenti del conto e della carta. Se compaiono operazioni non riconosciute, queste devono essere segnalate tempestivamente all’istituto finanziario e può essere richiesto il disconoscimento delle transazioni.

È inoltre possibile denunciare l’accaduto alla Polizia Postale o alle altre Forze dell’ordine, conservando e-mail, SMS, screenshot e ogni altra informazione utile sulla pagina fraudolenta.

Se invece sono stati comunicati soltanto codice fiscale, targa, telefono o indirizzo, sarà opportuno prestare particolare attenzione alle comunicazioni successive: quelle informazioni potrebbero infatti essere utilizzate per rendere più credibili nuovi tentativi di phishing.

Le truffe che imitano enti pubblici sono sempre più numerose

La campagna del falso bollo non è un episodio isolato. Nella sola settimana dal 19 al 25 settembre 2026, il CERT-AGID ha analizzato 182 campagne malevole: 142 avevano obiettivi italiani e altre 40, pur essendo generiche, hanno comunque interessato l’Italia.

Tra gli argomenti maggiormente sfruttati figuravano rimborsi, multe e servizi bancari. In particolare, 35 campagne di phishing italiane utilizzavano false comunicazioni relative a sanzioni non pagate e imitavano grafiche di SEND e PagoPA.

Il consiglio vale quindi ben oltre il bollo auto: quando arriva improvvisamente una comunicazione che chiede un pagamento, soprattutto se contiene un link e invita ad agire in fretta, la prima cosa da fare è interrompere la procedura e verificare la richiesta attraverso i canali ufficiali dell’ente indicato nel messaggio.

Nel caso della nuova truffa che utilizza il nome ACI, un particolare deve far scattare immediatamente l’allarme: una pagina raggiunta da un messaggio inatteso che chiede targa, codice fiscale, dati personali e infine numero della carta e CVV non è il normale percorso previsto per accedere ai servizi ufficiali del bollo.

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