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Giro d’Italia, Fedriga: “Tappa sul Lussari giusta memoria a Cainero”

Presentata a Tarvisio la tappa della Corsa Rosa in programma il 27 maggio

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TARVISIO – Solo la tenacia e la capacità visionaria di Enzo Cainero poteva allestire una tappa impossibile come quella sul Lussari che entrerà nella storia del Giro d’Italia. Ed è grazie al “patron” che il Friuli Venezia Giulia si è fatto conoscere in tutto il mondo, contribuendo ad attrarre molti visitatori nel nostro territorio. Così il governatore della Regione, Massimiliano Fedriga, ha voluto ricordare colui che ha portato il grande ciclismo mondiale in questa zona della penisola, partecipando a Tarvisio, insieme al
vicegovernatore Riccardo Riccardi, all’assessore regionale alle Attività produttive Sergio Bini e a quello alle Finanze Barbara Zilli, alla presentazione della 20. tappa della 106. edizione del Giro d’Italia, in programma il 27 maggio che si chiuderà in vetta al monte Lussari.
Il governatore del Friuli Venezia Giulia, nel suo intervento, ha voluto porre in risalto le doti umane e organizzative di Enzo Cainero, che con il Giro d’Italia ha lasciato un segno indelebile nel mondo dello sport a due ruote. In particolare è stato ricordato il sorriso del general manager, il quale anche nei momenti di grande difficoltà legati all’organizzazione delle tappe, ha fatto cogliere a tutti coloro che nel tempo lo hanno circondato, la passione delle sfide a volte impossibili nell’organizzare il passaggio della gara lungo le strade della nostra regione.
Il massimo esponente della Giunta ha poi ricordato quanto sia importante portare quest’anno il Giro d’Italia in vetta al monte Lussari – unicum non solo del Friuli Venezia Giulia ma di tutta Europa – dove si incontrano tre culture, quella tedesca, slava e latina e che troverà visibilità mondiale grazie alla diretta della gara che raggiungerà tutti e cinque i contenenti. Una frazione della gara rosa che, a detta del governatore, resterà sicuramente nella storia della manifestazione grazie alla capacità visionaria di Enzo Cainero. Aspetto quest’ultimo evidenziato anche dal direttore generale del Giro Mauro Vegni il quale ha ricordato che per organizzare una simile frazione è servita una capacità manageriale che solo il “patron” poteva mettere in campo.
Infine il capo dell’esecutivo ha voluto ringraziare Vegni per aver sempre creduto sulla capacità organizzativa del Friuli Venezia Giulia, facendo diventare questa regione parte integrate del Giro d’Italia.

La tappa sul Lussari è stata una doppia scommessa vinta insieme a Cainero, per trovare le risorse mancanti con le quali sistemare la viabilità e soprattutto per convincere Vegni che arrivare in vetta in uno dei luoghi simbolo del Friuli non era una follia. Questo colpo di genio permetterà alla nostra regione, ancora una volta, di farsi conoscere nel mondo. Sono questi, in sintesi, i concetti espressi da Riccardi e Bini dal palco del palasport di Tarvisio. Il vicegovernatore, nel suo intervento, ha ripercorso le varie fasi della scommessa che Cainero, insieme alla Regione, ha voluto giocare per dare ancora una volta una grande visibilità al Friuli Venezia Giulia. Un’avventura iniziata a pochi passi dal santuario, dove il “patron” – in compagnia della sua immancabile cartellina – ha illustrato all’esponente dell’Esecutivo regionale ciò che si sarebbe dovuto fare per portare i ciclisti in cima alla vetta. A quella che sembrava un’ipotesi azzardata da un visionario, hanno fatto seguito fatti concreti, trovando in prima battuta le risorse mancati – pari a 3 milioni di euro – da affiancare agli altri 2 milioni della gestione commissariale per mettere in sicurezza la viabilità che porta in vetta al Lussari.
La seconda scommessa più grande – ha ricordato il vicegovernatore – è stata quella di convincere il direttore del Giro Mario Vegni sulla bontà di questo tracciato. Scommessa diventata realtà con il via libero dell’organizzazione, grazie alla grande forza e capacità che sono sempre appartenute a Cainero e che erano capaci di avvolgere chi gli era al fianco. Infine il rappresentante della Giunta ha ricordato anche il grande lavoro compiuto dalla Protezione civile, impegnata anch’essa nelle opere per la sistemazione della viabilità e per l’instancabile impegno nel garantire la sicurezza e la parte logistica in ogni edizione del Giro che si è svolta in Friuli Venezia Giulia.

Dal canto suo l’assessore regionale alle Attività produttive ha ricordato che le manifestazioni sportive come il giro d’Italia contribuiscono in modo importante a far conoscere il Friuli Venezia Giulia in Italia e nel mondo e quindi ad attrarre turisti nel territorio. E la 20. tappa sarà una di quella da “cartolina” per la regione, con il colpo d’occhio di una delle vette più rappresentative del territorio che entrerà nelle case di milioni di telespettatori. L’esponente dell’Esecutivo regionale ha poi ricordato come Tarvisio nella stagione invernale che si è appena conclusa ha messo a segno un più 35 per cento di presenze sugli impianti sciistici: risultato dovuto alla capacità di Regione, amministratori e imprenditori locali, di fare sistema e investire nella qualità dell’offerta turistica.

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