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Cronaca & Attualità

Uno studio sulla montagna per spiegarne l’attrattività tra i giovani e le famiglie

Zannier: “E’ il momento giusto. Si leggono i primi segnali di ritorno alla montagna, non solo come luogo ‘sicuro’ ma soprattutto come ambiente dove poter condurre un’esistenza sostenibile”

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L'assessore Stefano Zannier interviene alla presentazione delle due ricerche dell'Università di Udine
L'assessore Stefano Zannier interviene alla presentazione delle due ricerche dell'Università di Udine

UDINE – “Le dinamiche attorno alle quali vivono paesi, comunità e giovani delle montagne del Friuli Venezia Giulia continuano a mutare negli anni, così come è accaduto durante la pandemia e, adesso, nel post Covid. Individuarle nella loro realtà concreta, con interviste alle persone che la abitano per scelta o perché ci sono nate, ci permetterà di avere a disposizione uno strumento in più per andare a intervenire in maniera ancora più puntuale e mirata su questa parte del territorio tanto ricca quanto composita e dagli equilibri estremamente delicati”. Lo ha sottolineato l’assessore alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, intervenuto, nella sede di Udine della Regione, alla presentazione del progetto “Mind. Le montagne dentro le montagne. Narrazioni, dinamiche e percorsi di sviluppo nella montagna italiana: nuove letture” di cui è capofila l’Università degli studi di Udine con la collaborazione di sei atenei italiani, e del progetto “Partire o restare? La propensione dei giovani a vivere nella montagna friulana, tra competenze nuove e tradizionali”, sempre dell’ateneo friulano.

All’illustrazione delle due ricerche, una finanziata dal Ministero dell’Università e della ricerca, e una dalla Regione Friuli Venezia Giulia, hanno preso parte, tra gli altri, anche il geografo Mauro Pascolini, coordinatore nazionale del progetto “Mind”, il rettore dell’ateneo friulano, Roberto Pinton, e il sindaco di Dogna, Simone Peruzzi, in rappresentanza, quest’ultimo, delle amministrazioni municipali coinvolte in una delle ricerche: oltre a Dogna, anche Clauzetto, Enemonzo, Forgaria nel Friuli, Malborghetto-Valbruna e Preone.

“Con interviste sul posto che coinvolgeranno i giovani abitanti dei paesi montani di età compresa tra i 24 e i 34 anni, e i nuovi abitanti, e successivamente con interviste agli allievi di quarta e quinta superiore e agli studenti universitari, avremo un quadro quanto mai attuale e utile per capire quali sono le motivazioni che spingono le nuove generazioni in particolare a continuare a vivere e a lavorare, o meno, nelle terre montane ove abitano” ha spiegato, a margine, Zannier.

“Indagini importanti, quindi, su campioni significativi di popolazione e in un momento storico chiave, nel quale si leggono i primi segnali di ritorno alla montagna, non solo come luogo ‘sicuro’ ma soprattutto come ambiente capace di dare risposta a un’esigenza sempre più evidente nel post Covid: quella di condurre un’esistenza sostenibile, dettata da priorità diverse rispetto a solo pochi anni fa – ha osservato Zannier -. Partendo dalla piena consapevolezza che in questo ambito non esistono ricette segrete, uniche e univoche: sappiamo che abitare e lavorare in questa parte della nostra regione non è facile ed è importante ricordare pure che l’idea bucolica di una vita trascorsa in montagna sia un concetto solo romantico”.

“La Regione è da sempre vicina alle genti e ai territori montani attraverso le tante azioni di governo della Giunta, dirette al sostegno di queste aree – ha ricordato, infine, Zannier – Diversi gli strumenti adottati: si pensi solo alle misure della Strategia aree interne che, per la parte comunitaria, porterà in dote a queste zone più di 50 milioni di euro, ma anche alle tante misure regionali di aiuto ai giovani che si impegnano nell’agricoltura di montagna, alle misure della nuova Pac, destinate in larga misura alla montagna, e agli aiuti agli esercizi di prossimità”.

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