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Intelligenza artificiale, Callari avverte: “Le Pmi senza produttività digitale rischiano di chiudere”

Incontro alla Conferenza delle Regioni su AI, data center, interoperabilità e crescita del sistema produttivo

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L'intervento dell’assessore regionale ai Sistemi informativi e coordinatore vicario della Commissione Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione della Conferenza delle Regioni Sebastiano Callari - Intelligenza artificiale
L'intervento dell’assessore regionale ai Sistemi informativi e coordinatore vicario della Commissione Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione della Conferenza delle Regioni Sebastiano Callari

ROMA – L’intelligenza artificiale come leva strategica per la competitività del Paese e per la sopravvivenza stessa delle piccole imprese. È questo il messaggio lanciato dall’assessore regionale ai Sistemi informativi del Friuli-Venezia Giulia, Sebastiano Callari, intervenuto a Roma all’incontro con il vicepresidente dell’American Chamber of Commerce in Italy (AmCham Italy) e amministratore delegato di Hewlett Packard Enterprise Italia, Claudio Bassoli.

L’appuntamento, ospitato nella sede della Conferenza delle Regioni su convocazione del presidente Massimiliano Fedriga, ha coinvolto i coordinatori delle Commissioni Sviluppo economico e Innovazione tecnologica di Marche, Basilicata, Umbria e Friuli-Venezia Giulia, oltre alla task force tecnica per l’attrazione degli investimenti esteri.

AgorAI e il modello Fvg per l’innovazione

Nel suo intervento, Callari ha sottolineato come l’intelligenza artificiale “classica” debba essere applicata al più presto per rendere il sistema Paese più competitivo. In Friuli-Venezia Giulia, ha ricordato, il percorso è già iniziato con AgorAI, hub creato insieme alle grandi aziende del territorio, con l’obiettivo di mettere a disposizione casi d’uso immediatamente operativi.

L’incontro con AmCham Italy ha avuto l’obiettivo di presentare la visione del Comitato AI a supporto delle imprese italiane, con un focus su cloud, intelligenza artificiale, digitalizzazione dei servizi, sicurezza dei dati e trasformazione della Pubblica amministrazione e dei settori produttivi.

Produttività e investimenti: +15% per chi usa l’IA

Bassoli ha evidenziato come l’IA non rappresenti un semplice acquisto di software, ma una leva per costruire valore strutturale. HPE ha confermato l’intenzione di effettuare ingenti investimenti in Italia, puntando su un’infrastruttura digitale condivisa e misurabile.

Secondo i dati illustrati durante l’incontro, le aziende che utilizzano correttamente l’intelligenza artificiale registrano un aumento della produttività del 15%. La vera sfida, ha spiegato Bassoli, è superare la frammentazione dei sistemi, trasformando applicazioni isolate in una piattaforma integrata capace di generare crescita diffusa.

Norme, dati e sovranità digitale

Callari ha condiviso la visione sistemica proposta, ma ha messo in guardia dalle lungaggini normative. “Abbiamo un Paese che non si è accontentato di quello che ha fatto l’Europa, ha voluto fare una legge sull’intelligenza artificiale figlia del nostro linguaggio burocratico”, ha osservato, sottolineando come integrare norme nazionali nel quadro europeo non sarà semplice.

Altro nodo centrale è quello della sovranità dei dati e della distribuzione dei data center. L’assessore ha suggerito un modello “hub and spoke” per evitare eccessive concentrazioni che potrebbero creare criticità energetiche. Fondamentale anche il tema dell’interoperabilità, citando le difficoltà dei sistemi sanitari che spesso non comunicano tra loro a causa di eccessivi vincoli legati alla privacy.

Pmi al centro: “Senza produttività digitale chiuderanno”

Il punto più netto dell’intervento di Callari riguarda il tessuto produttivo italiano. Per stimolare la trasformazione digitale delle Pmi è necessario creare infrastrutture territoriali capaci di diffondere cultura digitale e sostenere la crescita.

“La piccole aziende, se non si mettono al passo e non crescono in produttività digitale, chiuderanno”, ha affermato l’assessore. Un monito che riguarda direttamente il modello economico nazionale: le Pmi rappresentano la struttura economica più importante del Paese, ma anche la sua cultura e identità.

La sfida dell’intelligenza artificiale, dunque, non è soltanto tecnologica, ma strategica e culturale: senza un salto di qualità nella digitalizzazione, il rischio è un progressivo indebolimento del sistema produttivo italiano.

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