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GO!2025, Rosolen a Gorizia: 57 studenti protagonisti con i progetti Cult Lab all’Università di Udine

All’Università di Gorizia la presentazione dei progetti “Cult Lab” dedicati a GO!2025

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L'aula magna del Polo universitario di Gorizia dell'Ateneo di Udine in via Santa Chiara
L'aula magna del Polo universitario di Gorizia dell'Ateneo di Udine in via Santa Chiara

GO!2025 come laboratorio di futuro e protagonismo giovanile. È questo il messaggio lanciato dall’assessore regionale al Lavoro, Formazione, Istruzione, Ricerca, Università e Famiglia Alessia Rosolen, intervenuta nell’aula magna del centro polifunzionale dell’Università di Udine a Gorizia, in via Santa Chiara, in occasione dell’evento conclusivo di “Cult Lab”, il progetto del Polo goriziano dell’Ateneo friulano.

GO!2025 ha segnato una fase di visione e di confronto proiettata sul futuro e sulle nuove generazioni – ha dichiarato l’assessore – capace di superare non solo i confini politico-geografici ma anche quelli delle discipline”. Un’esperienza che, secondo Rosolen, dovrà ora essere analizzata con attenzione, “a riflettori spenti, per capire su quali progettualità vale la pena continuare a investire”.

“Cult Lab”, tre semestri per promuovere il territorio

Protagonisti dell’iniziativa sono stati 57 studenti della sede isontina dell’Università di Udine, impegnati nell’elaborazione di progetti e prodotti dedicati alla promozione del territorio in occasione della Capitale europea della Cultura Nova Gorica-Gorizia.

Il percorso si è sviluppato nell’arco di tre semestri didattici ed è stato finanziato dal Comune di Gorizia, rappresentato all’evento dal sindaco Rodolfo Ziberna e dalla vice Chiara Gatta. Presente in sala anche il prefetto Ester Fedullo, a testimonianza dell’attenzione istituzionale verso un progetto che ha saputo mettere in rete enti locali, università e territorio.

Gli universitari si sono cimentati in vere e proprie campagne di comunicazione, con un ampio ricorso ai social media, declinando i contenuti di GO!2025 su più fronti: dai grandi concerti agli eventi teatrali, dall’enogastronomia fino alla mostra su Ungaretti al museo di Santa Chiara. Un lavoro trasversale che ha unito competenze diverse e valorizzato la creatività delle nuove generazioni.

Oltre i confini geografici e disciplinari

Nel suo intervento, Rosolen ha sottolineato come GO!2025 abbia rappresentato “una grande occasione di collaborazione e di dialogo”, capace di superare barriere non soltanto territoriali, ma anche culturali e accademiche. Un modello di progettazione condivisa che ha visto la Regione investire ingenti risorse, con l’obiettivo di costruire un’eredità duratura.

L’esperienza di “Cult Lab” si inserisce proprio in questa prospettiva: non un episodio isolato, ma un esempio concreto di come la dimensione universitaria possa contribuire in modo attivo alla crescita e alla promozione del territorio.

Valutare il futuro, mantenendo i giovani al centro

Ora, ha evidenziato l’assessore, si apre una fase di riflessione: “GO!2025 deve continuare a dare frutti, avendo i giovani come protagonisti”. La sfida sarà individuare i progetti più solidi e promettenti su cui concentrare ulteriori investimenti, consolidando quanto avviato durante il percorso verso la Capitale europea della Cultura.

Il protagonismo studentesco emerso a Gorizia rappresenta, nelle parole di Rosolen, un segnale importante: la dimostrazione che le nuove generazioni possono essere non solo destinatarie, ma motore attivo delle politiche culturali e di sviluppo.

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