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Pnrr, Borgo Castello rinasce: Gorizia riscopre identità e vocazione di confine

A Gorizia la due giorni sui borghi Pnrr: Borgo Castello simbolo di identità, confine e rigenerazione culturale

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Foto di gruppo per la due giorni goriziana su borghi e Pnrr - Borgo Castello
Foto di gruppo per la due giorni goriziana su borghi e Pnrr

Borgo Castello a Gorizia è il borgo più a est d’Italia tra i 21 beneficiari dei finanziamenti coordinati dal Ministero della Cultura nell’ambito della misura Pnrr “Attrattività dei borghi – Linea A”. Un primato geografico che diventa anche simbolico e culturale, come ha sottolineato il vicegovernatore del Friuli-Venezia Giulia Mario Anzil, intervenendo all’apertura della due giorni dedicata ai Comuni italiani selezionati per i progetti pilota di rigenerazione.

L’iniziativa, ospitata al conference center di via Alviano a Gorizia e promossa dal Comune insieme alla Fondazione Fitzcarraldo Ets, vede la partecipazione dei rappresentanti delle realtà coinvolte nel percorso di rilancio dei borghi a rischio abbandono o già abbandonati. Presente anche il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna.

Identità e vocazione di frontiera

Nel suo intervento, Anzil ha evidenziato come la vocazione di frontiera del Friuli-Venezia Giulia rappresenti un elemento distintivo e strategico. «Confrontarsi in maniera amichevole e aperta con altre identità – ha affermato – presuppone però di conoscere la nostra». Un richiamo forte alle radici, alla memoria collettiva e al patrimonio culturale dei borghi storici.

Secondo il vicegovernatore, la rigenerazione di Borgo Castello non è solo un intervento urbanistico o infrastrutturale, ma un’operazione di riscoperta delle storie dei nostri padri, dei nostri nonni e dei nostri borghi antichi, da valorizzare nella loro autenticità anche grazie all’esperienza di GO!2025, considerata un modello vincente di progettazione culturale condivisa.

Dal confine armato al confine della pace

Uno dei passaggi più significativi del discorso ha riguardato il significato del confine per Gorizia e per l’intera regione. «Il confine che per decenni è stato un presidio armato – ha ricordato Anzil, portando i saluti del governatore Massimiliano Fedriga – oggi è diventato l’ispiratore delle nostre politiche culturali».

Un cambio di paradigma che segna il passaggio da una stagione segnata dalle divisioni a un’epoca «definitivamente improntata alla pace e alla cordialità». In questo contesto, Gorizia si propone come capitale del confronto, luogo di dialogo e di relazioni, anche grazie all’opportunità offerta dai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Rigenerazione come visione concreta

La misura Pnrr “Attrattività dei borghi – Linea A” punta a sostenere progetti pilota di rigenerazione culturale, sociale ed economica nei centri storici più fragili, contrastando spopolamento e marginalità. Per Anzil, l’iniziativa dimostra che «anche gli enti pubblici sono capaci di trasformare visione e lungimiranza in atti concreti».

Il valore aggiunto, ha sottolineato, sta nella capacità di «passare in tempi rapidi dal pensiero all’azione», costruendo occasioni di confronto e nuove relazioni tra amministrazioni, territori e comunità locali.

La due giorni goriziana diventa così non solo un momento di approfondimento tecnico sull’utilizzo dei fondi Pnrr, ma anche un’occasione per riflettere sul ruolo dei borghi come custodi di identità e motori di sviluppo, in una regione che fa della sua posizione di confine un laboratorio permanente di dialogo europeo.

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