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Open Dialogues: oggi la seconda giornata, ieri focus su sicurezza, export e geopolitica

La prima giornata di Open Dialogues a Udine ha acceso i riflettori su sicurezza, difesa e resilienza dell’export italiano. Oggi il forum prosegue con un focus sugli Stati Uniti e sui nuovi equilibri geopolitici globali

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Alcune delle installazioni di Open Dialogues for the Future
Alcune delle installazioni di Open Dialogues for the Future

La sicurezza come condizione indispensabile per lo sviluppo economico e la resilienza dell’export italiano in un contesto globale sempre più instabile. Sono questi alcuni dei temi chiave emersi nel pomeriggio della prima giornata di Open Dialogues for the Future, il forum internazionale promosso dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine che si sta svolgendo nella Chiesa di San Francesco a Udine.

Dopo i lavori inaugurali della mattinata, il confronto si è concentrato sul legame sempre più stretto tra geopolitica, difesa e crescita economica, con interventi di primo piano del mondo industriale e istituzionale. Oggi, venerdì 6 marzo, la seconda giornata dell’evento sarà invece dedicata all’analisi della superpotenza americana e del suo ruolo nei nuovi equilibri globali.

Pontecorvo: “La sicurezza è il prerequisito per lo sviluppo”

Ad aprire il pomeriggio è stato Stefano Pontecorvo, presidente di Leonardo, intervistato dal giornalista Federico Rampini. Il suo intervento ha sottolineato come la sicurezza rappresenti oggi la base imprescindibile per qualsiasi prospettiva di crescita economica e sociale.

Pontecorvo ha ricordato l’impegno di Leonardo nel mantenere un vantaggio competitivo in un contesto internazionale sempre più tecnologico e competitivo: “Investiamo circa 2 miliardi di euro all’anno in ricerca e sviluppo, con cicli di innovazione che si rinnovano ogni 8-10 mesi”, ha spiegato.

L'intervento di Pontecorvo

L’intervento di Pontecorvo

L’analisi si è poi allargata alle nuove forme di conflitto, in particolare alla guerra ibrida e agli attacchi informatici. Un dato significativo riguarda proprio l’Italia:
“Pur non essendo una superpotenza economica, il nostro Paese subisce circa il 10% degli attacchi informatici mondiali”, ha evidenziato Pontecorvo, sottolineando la necessità di rafforzare la difesa digitale.

Zoppas: export italiano resiliente nonostante le crisi globali

Accanto alla dimensione della sicurezza, il pomeriggio ha affrontato anche il tema della tenuta economica del sistema produttivo italiano.

Nel dialogo con Filippo Malinverno di The European House – Ambrosetti, il presidente di ICE Matteo Zoppas ha illustrato i numeri dell’export nazionale: nel 2025 le esportazioni italiane hanno raggiunto i 643 miliardi di euro, confermando una crescita nonostante le tensioni geopolitiche.

Secondo Zoppas, la forza del Made in Italy risiede nella capacità degli imprenditori di adattarsi ai cambiamenti: “Come l’acqua in mezzo alle rocce, le imprese italiane trovano sempre il modo di superare gli ostacoli e arrivare al mare”, ha spiegato.

Matteo Zoppas nel corso del suo intervento

Matteo Zoppas nel corso del suo intervento

Le incognite non mancano. Un’eventuale chiusura dei mercati del Medio Oriente coinvolti nei conflitti potrebbe comportare per l’Italia una perdita fino a 30 miliardi di euro di export. Tra le variabili principali da monitorare figurano l’apertura dei mercati, l’aumento dei costi di produzione e quelli dei trasporti.

Anche gli Stati Uniti, mercato da circa 70 miliardi di euro per l’export italiano, rappresentano un fattore determinante: dazi e oscillazioni del cambio euro-dollaro potrebbero incidere fino al 25% sui costi.

Per sostenere le imprese, Zoppas ha ricordato il ruolo del Sistema Paese, con strumenti e istituzioni come ICE, Sace, Simest e Cassa Depositi e Prestiti.

Intelligenza artificiale e potere tecnologico globale

La prima giornata ha dedicato ampio spazio anche all’intelligenza artificiale e alle nuove frontiere dell’innovazione.

Nel panel dedicato al tema sono intervenuti Alessandro Melis (New York Institute of Technology) e, in collegamento video, Marco Pavone della Stanford University e NVIDIA, che hanno analizzato il ruolo crescente dell’AI nei sistemi autonomi e nei modelli economici del futuro.

A chiudere il pomeriggio è stato il panel dedicato alla Cina come “techno security state”, con Federico Rampini e Tai Ming Cheung (University of California, San Diego), che hanno approfondito come Pechino stia integrando sicurezza nazionale e primato tecnologico in un unico modello strategico.

Pontecorvo, Rampini e Da Pozzo

Pontecorvo, Rampini e Da Pozzo

Il programma di oggi: l’America al centro del dibattito

La seconda e ultima giornata di Open Dialogues, in programma oggi venerdì 6 marzo, concentrerà l’attenzione sulla variabile più incerta dello scenario internazionale: gli Stati Uniti.

I lavori inizieranno alle 10 con un videomessaggio di Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo per la Coesione e le riforme della Commissione europea.

Alle 10.15 si entrerà nel vivo con l’analisi “Come va l’America”, affidata a Gerard Baker, editor-at-large del Wall Street Journal, in dialogo con Federico Rampini.

Seguirà alle 10.45 il panel dedicato alla prospettiva Maga e al rapporto con l’Europa, con Elizabeth Truss, già primo ministro del Regno Unito, e Nile Gardiner, direttore del Margaret Thatcher Center for Freedom presso la Heritage Foundation. Il confronto si concentrerà sul possibile disimpegno americano dal continente europeo e sulle conseguenze per la sicurezza e la politica internazionale.

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Dall’America Latina all’Ucraina: le ultime analisi geopolitiche

Il programma proseguirà poi con una riflessione sui nuovi equilibri geopolitici globali.

Alle 11.30 Federico Rampini dialogherà con Sandra Borda, docente dell’Universidad de los Andes, per analizzare i rapporti tra Europa e America Latina.

Alle 12 il panel “La difesa europea alla prova dei fatti: il caso dell’Ucraina” porterà la testimonianza diretta di Iryna Terekh, ceo e fondatrice di Fire Points, collegata in videoconferenza.

Le conclusioni del forum internazionale

La chiusura di questa quarta edizione di Open Dialogues for the Future è prevista alle 12.30, con la moderazione di Filippo Malinverno (The European House – Ambrosetti).

I saluti finali saranno affidati al presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo, promotore dell’iniziativa, e al direttore scientifico Federico Rampini, che tireranno le somme di un confronto che ha messo in luce le nuove sfide geopolitiche, economiche e tecnologiche che attendono Europa e mondo nei prossimi anni.

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