Cronaca & Attualità
Riscaldamenti in Friuli-Venezia Giulia, si parte il 15 ottobre: date, orari e regole da rispettare
I riscaldamenti potranno essere accesi dal 15 ottobre 2026 nella maggior parte dei Comuni. Ecco gli orari consentiti, le temperature massime, le deroghe e le eccezioni per le zone montane
Mancano pochi giorni all’avvio della nuova stagione del riscaldamento. Da giovedì 15 ottobre 2026, nella maggior parte dei Comuni del Friuli-Venezia Giulia sarà possibile accendere regolarmente i termosifoni, secondo il calendario previsto dalla normativa nazionale. La data riguarda anche Trieste, Udine, Pordenone e Gorizia, ma non tutte le località della regione devono rispettare le stesse limitazioni.
Nelle zone montane più fredde, infatti, gli impianti possono essere utilizzati senza vincoli stagionali. Ecco cosa prevedono le disposizioni per l’inverno 2026-2027, quante ore al giorno è consentito riscaldare gli ambienti e quando è possibile anticipare l’accensione.
Accensione riscaldamenti 2026: le date in Friuli-Venezia Giulia
Il calendario dipende dalla zona climatica assegnata a ciascun Comune, secondo la classificazione stabilita dal D.P.R. 412/1993 e le regole di esercizio previste dal D.P.R. 74/2013.
Gran parte del territorio regionale rientra nella zona climatica E, per la quale valgono queste disposizioni:
- Accensione: 15 ottobre 2026.
- Spegnimento: 15 aprile 2027.
- Durata massima: 14 ore giornaliere.
- Fascia oraria consentita: dalle 5 alle 23.
Le 14 ore rappresentano un limite massimo, non un obbligo: l’effettiva durata del funzionamento può essere inferiore, in relazione alle temperature esterne e alle necessità degli edifici. Restano inoltre possibili modifiche attraverso specifiche ordinanze comunali.
Le eccezioni: nei Comuni montani il riscaldamento può essere acceso tutto l’anno
La situazione cambia nei territori classificati nella zona climatica F, che comprende le località caratterizzate da condizioni climatiche particolarmente rigide.
In questi Comuni non sono previsti limiti nazionali al periodo di accensione né alla durata giornaliera degli impianti di riscaldamento.
Tra le località interessate figurano Tarvisio, Sappada, Sauris, Forni di Sopra, Pontebba, Tolmezzo, Ampezzo e Arta Terme, oltre a diversi centri della montagna pordenonese, come Claut, Barcis ed Erto e Casso. Anche Monrupino, in provincia di Trieste, appartiene alla zona F.
L’assenza di limiti temporali non elimina comunque gli obblighi relativi alle temperature degli ambienti, alla sicurezza e alla manutenzione degli impianti.
Qual è la temperatura massima consentita nelle abitazioni?
Oltre alle date di accensione, la normativa stabilisce limiti precisi per le temperature interne.
Per le abitazioni e la maggior parte degli edifici il valore di riferimento è 20 gradi, con una tolleranza di 2 gradi. Negli edifici destinati ad attività industriali e artigianali, invece, il limite ordinario è di 18 gradi, sempre con 2 gradi di tolleranza.
Per contenere i consumi, l’ENEA suggerisce di mantenere la temperatura domestica intorno ai 19 gradi, generalmente sufficienti a garantire un adeguato comfort. Secondo l’Agenzia nazionale, abbassare il termostato di un grado può permettere di risparmiare fino al 10% sui consumi di combustibile, a seconda delle caratteristiche dell’abitazione.
Riscaldamento autonomo e condominiale: cosa cambia
Chi dispone di un impianto autonomo può gestirne direttamente l’accensione e la programmazione, rispettando le disposizioni applicabili. La normativa contempla specifiche eccezioni ai limiti di durata giornaliera per gli impianti dotati di sistemi di termoregolazione programmabili con determinate caratteristiche.
Nei condomini con riscaldamento centralizzato, invece, l’avvio e gli orari vengono organizzati attraverso l’amministratore e il responsabile dell’impianto, nel rispetto delle disposizioni vigenti.
Sono previste anche deroghe per particolari strutture, tra cui ospedali, case di cura, scuole dell’infanzia e asili nido, per le quali valgono esigenze di utilizzo differenti.
Controlli alle caldaie e consigli per ridurre le bollette
In vista dell’accensione, è importante verificare che gli impianti siano in condizioni di sicurezza ed efficienza.
In Friuli-Venezia Giulia la gestione dei controlli è affidata alla Regione, che si avvale di FVG Energia, attraverso il Catasto regionale degli impianti termici (CRIT-FVG).
Le operazioni di manutenzione devono essere eseguite da personale abilitato, secondo le periodicità previste dalle istruzioni tecniche e dalla normativa. Non esiste, quindi, una scadenza annuale indistinta valida per tutte le caldaie.
Per evitare sprechi e contenere le spese, l’ENEA consiglia inoltre di non coprire i termosifoni con mobili o tende, utilizzare correttamente le valvole termostatiche, evitare di lasciare le finestre aperte troppo a lungo e chiudere persiane e tapparelle nelle ore notturne per limitare la dispersione di calore.
Il 15 ottobre rappresenta dunque il principale riferimento per l’avvio della stagione termica 2026-2027 in Friuli-Venezia Giulia, ma l’accensione effettiva dipenderà dalle condizioni meteorologiche, dalle caratteristiche degli edifici e dalle eventuali disposizioni dei singoli Comuni.
Continua a leggere le notizie di Diario FVG e segui la nostra pagina Facebook

You must be logged in to post a comment Login