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“E fu mattina”, Da Picasso a Caravaggio: 16 capolavori per raccontare la rinascita dopo il terremoto

16 opere tra Gemona, Artegna e Osoppo per celebrare i 50 anni dal terremoto del Friuli. Apertura il 29 ottobre, visite fino al 24 gennaio

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Manifesto della mostra "E fu mattina"
Manifesto della mostra "E fu mattina"

Sedici opere di grandi maestri dell’arte, da Picasso a Chagall, da Caravaggio a Miró, per raccontare la distruzione, la speranza e la capacità di rinascere. A cinquant’anni dal terremoto del 1976, il Friuli celebra la propria storia attraverso una mostra che porterà capolavori di straordinario valore artistico tra Gemona del Friuli, Artegna e Osoppo.

Si intitola “E fu mattina” l’esposizione ideata da Illegio – Associazione culturale “Comitato di San Floriano” e curata da don Alessio Geretti, che sarà visitabile dal 29 ottobre 2026 al 24 gennaio 2027. Un percorso che unisce arte e memoria, trasformando tre luoghi simbolici del territorio in un itinerario culturale dedicato alla forza delle comunità friulane.

Picasso, Caravaggio e Chagall: i grandi nomi della mostra

A rendere particolarmente significativa l’esposizione è la presenza di 16 opere di eccezionale rilievo, molte delle quali provenienti da collezioni private.

Il percorso riunirà lavori di alcuni dei più importanti protagonisti della storia dell’arte: Pablo Picasso, Marc Chagall, Renato Guttuso, Antonio Ligabue, Joan Miró, Antonio Canova e Caravaggio.

Tra le opere annunciate spicca “Guernica” di Picasso, nella monumentale versione su carta, una delle presenze più emblematiche dell’intera esposizione. L’opera richiama la devastazione della guerra e la sofferenza delle popolazioni, inserendosi in un racconto più ampio sulle tragedie che segnano la storia dell’umanità e sulla capacità di superarle.

Il filo conduttore della mostra sarà proprio il confronto tra le forze che distruggono e quelle che permettono di resistere, ricostruire e ricominciare. Un tema che assume un significato particolare nei territori colpiti dal sisma del 1976, dove la ricostruzione ha rappresentato non soltanto un recupero materiale, ma anche un’esperienza collettiva di solidarietà.

Tre sedi espositive tra Gemona, Artegna e Osoppo

Una delle caratteristiche della mostra sarà la sua articolazione in tre differenti località, legate dalla memoria del terremoto e dal percorso di ricostruzione del Friuli.

Palazzo Elti a Gemona del Friuli ospiterà dodici delle sedici opere, costituendo il principale nucleo espositivo. Al Castello Savorgnan di Artegna saranno invece esposti tre lavori, mentre la chiesa di Santa Maria ad Nives a Osoppo custodirà un’opera sopravvissuta al terremoto, testimonianza diretta del patrimonio artistico e della memoria del territorio.

L’esposizione offrirà quindi anche l’occasione di visitare tre luoghi del Friuli, scoprendone il patrimonio storico e culturale attraverso un progetto condiviso.

La presentazione della mostra

La presentazione della mostra

Inaugurazione il 28 ottobre nel Duomo di Gemona

L’appuntamento inaugurale è fissato per mercoledì 28 ottobre 2026, alle ore 18, nel Duomo di Gemona del Friuli.

La scelta del luogo è particolarmente significativa: il Duomo è uno dei simboli più riconoscibili della distruzione provocata dal terremoto e della successiva ricostruzione.

L’apertura al pubblico è prevista per il giorno successivo, giovedì 29 ottobre, mentre la mostra proseguirà fino al 24 gennaio 2027, offrendo quasi tre mesi per visitare le opere nelle diverse sedi.

La memoria del terremoto raccontata alle nuove generazioni

Il progetto è stato presentato il 14 ottobre a Udine, nella sede della Regione, alla presenza dell’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli e dei rappresentanti delle istituzioni e degli enti coinvolti.

«A cinquant’anni dal terremoto, questa mostra vuole essere un abbraccio al Friuli, alla sua storia e alla sua capacità di rialzarsi», ha dichiarato Zilli, sottolineando come l’iniziativa voglia ricordare le vittime e quanti hanno contribuito alla ricostruzione, guardando contemporaneamente al futuro.

Un’attenzione particolare sarà riservata ai giovani e alle scuole. Saranno infatti ragazzi del territorio ad accompagnare i visitatori lungo il percorso espositivo, contribuendo a trasmettere la memoria di un evento che ha profondamente segnato la storia regionale.

L’obiettivo è fare dell’arte uno strumento per avvicinare anche chi non ha vissuto direttamente il terremoto ai valori di solidarietà, responsabilità e partecipazione che hanno caratterizzato la ricostruzione friulana.

Come prenotare la visita alla mostra “E fu mattina”

L’iniziativa è realizzata grazie alla collaborazione tra la Regione Friuli-Venezia Giulia, Illegio – Associazione culturale “Comitato di San Floriano”, i Comuni di Gemona del Friuli, Artegna e Osoppo e le rispettive parrocchie, con il contributo di PrimaCassa – Credito Cooperativo Fvg.

Per chi desidera organizzare una visita, le prenotazioni sono già disponibili attraverso il sito ufficiale www.efumattina.it, scrivendo all’indirizzo efumattina@gmail.com oppure telefonando al numero 0433 1950019.

La mostra si inserisce nelle iniziative per il cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli, proponendo un modo diverso di ricordare quella tragedia: non soltanto attraverso la ricostruzione dei fatti, ma anche attraverso la bellezza di opere che raccontano la sofferenza, la resistenza e la possibilità di un nuovo inizio.

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