Economia & LavoroEventi & Cultura
Open Dialogues 2026 chiude con successo a Udine, già annunciata la quinta edizione nel 2027
Si chiude a Udine la quarta edizione di Open Dialogues for the Future. Due giorni di confronto sulla geopolitica globale con esperti internazionali e Chiesa di San Francesco sold out. Annunciata la quinta edizione nel 2027
Udine si conferma capitale del dibattito geopolitico internazionale. Si è conclusa con grande partecipazione la quarta edizione di Open Dialogues for the Future, il forum promosso dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine con The European House – Ambrosetti e la direzione scientifica del giornalista Federico Rampini.
Due giornate intense – il 5 e 6 marzo – che hanno trasformato la Chiesa di San Francesco in un punto di riferimento per analisti, economisti, studiosi e rappresentanti istituzionali, riuniti per leggere le grandi trasformazioni geopolitiche e geoeconomiche del nostro tempo.
Con il sipario calato sull’edizione 2026, gli organizzatori guardano già avanti: la quinta edizione è stata annunciata per il 2027.
Da Pozzo: «Un successo che cresce, appuntamento al prossimo anno»
A chiudere ufficialmente il forum è stato Giovanni Da Pozzo, presidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, che ha sottolineato la crescita dell’iniziativa.
«Si chiude oggi la quarta edizione di Open Dialogues for the Future, ma è un rilancio. Siamo orgogliosi del percorso fatto e diamo già appuntamento alla quinta edizione il prossimo anno».
Secondo Da Pozzo, il confronto tra esperti internazionali rappresenta un valore strategico per il territorio e per il sistema economico regionale, perché permette di comprendere meglio le dinamiche globali che incidono direttamente sulle imprese e sui mercati.
Sulla stessa linea il direttore scientifico Federico Rampini, che ha definito Udine «una tappa fondamentale per decriptare la complessità del presente», ribadendo l’importanza di mantenere vivo uno spazio di confronto che unisca rigore accademico e pragmatismo economico, con uno sguardo rivolto soprattutto alle nuove generazioni.
Chiesa di San Francesco sold out e migliaia di spettatori online
L’edizione 2026 ha registrato numeri importanti di partecipazione.
Per entrambe le giornate la Chiesa di San Francesco è stata completamente esaurita, mentre centinaia di persone hanno seguito i lavori in live streaming sul sito ufficiale opendialogues.eu e sul canale YouTube della Camera di Commercio.
L’evento ha avuto inoltre una significativa copertura mediatica, con Sky Tg24 media partner e la collaborazione di Corriere della Sera, ANSA FVG e Gruppo Nord Est Multimedia – Messaggero Veneto.
Il forum ha potuto contare anche sul supporto della Regione Friuli-Venezia Giulia, del Comune di Udine e della Fondazione Friuli, oltre al patrocinio di Unioncamere e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Complessivamente una trentina di relatori internazionali, tra presenza fisica e collegamenti da remoto, hanno animato il dibattito.
Un atlante globale delle crisi: dal Medio Oriente all’America Latina
L’ultima giornata del forum ha offerto una panoramica sulle principali tensioni geopolitiche del pianeta.
I lavori si sono aperti con un messaggio del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, letto dal coordinatore di Open Dialogues Filippo Malinverno.
Il ministro ha richiamato l’attenzione sulla crisi in Medio Oriente, sottolineando come gli sviluppi nella regione abbiano ripercussioni dirette sulla sicurezza europea, sulle rotte commerciali e sugli approvvigionamenti energetici globali.
«Siamo in prima linea, in Europa e nel G7, perché il Medio Oriente torni a essere un’area di stabilità, dialogo e sviluppo».
L’America Latina tra Cina e Stati Uniti
Il dibattito si è poi spostato sull’America Latina, con l’analisi di Sandra Borda, docente dell’Universidad de los Andes.
Nel dialogo con Federico Rampini, Borda ha evidenziato i cambiamenti negli equilibri regionali, soffermandosi sul caso venezuelano e sull’influenza crescente della Cina nel continente.

Sandra Borda e Federico Rampini
Secondo l’accademica, Pechino ha costruito una strategia estremamente efficace: «La Cina ha capito che l’America Latina è il posto giusto per fare affari. Non cercano alleanze politiche, vogliono business».
Un’espansione che, secondo Borda, gli Stati Uniti hanno sottovalutato per troppo tempo, permettendo agli investimenti cinesi di radicarsi in maniera profonda nella regione.
L’Ucraina e la difesa europea: la testimonianza da Kiev
Il momento conclusivo del forum è stato dedicato al tema della sicurezza europea, con un focus particolare sulla guerra in Ucraina.
In collegamento da Kiev è intervenuta Iryna Terekh, CEO della società Fire Points Ukraine, che ha riportato il pubblico alla realtà di un conflitto ancora lontano dalla conclusione.
«Sostenere chi si difende non è solo solidarietà, è la difesa dei principi che permettono la nostra prosperità».
La giovane ingegnera ha sottolineato come la resilienza ucraina rappresenti oggi uno dei principali baluardi della sicurezza del continente europeo.
Terekh da Kiev e Malinverno
Udine laboratorio internazionale di geopolitica
Con il confronto tra crisi globali, strategie economiche e nuovi equilibri di potere, Open Dialogues for the Future si conferma uno dei principali momenti di analisi geopolitica nel Nord Est e in Italia.
Il forum dimostra come anche un territorio regionale possa diventare un laboratorio internazionale di riflessione, capace di collegare le dinamiche globali alle prospettive economiche locali.
E mentre si chiude la quarta edizione, l’eco delle discussioni e delle testimonianze – dalla Colombia a Kiev – lascia già spazio alla prossima sfida: l’appuntamento con Open Dialogues 2027.
Continua a leggere le notizie di Diario FVG e segui la nostra pagina Facebook

You must be logged in to post a comment Login