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Tratta, sfruttamento e matrimoni forzati: in Fvg un progetto da 800mila euro

Il Friuli-Venezia Giulia candida un progetto da 800mila euro contro tratta e sfruttamento, con interventi nelle quattro ex province

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L'assessore regionale alla Sicurezza e Immigrazione Pierpaolo Roberti
L'assessore regionale alla Sicurezza e Immigrazione Pierpaolo Roberti

Un progetto da 800mila euro per contrastare la tratta e il grave sfruttamento degli esseri umani in Friuli-Venezia Giulia. La Regione ha approvato, su proposta dell’assessore alla Sicurezza e Immigrazione Pierpaolo Roberti, la partecipazione all’Avviso pubblico statale attraverso il progetto “Fvg in rete contro la tratta 8”, che prevede interventi di emersione, prima accoglienza e integrazione sociale delle vittime in tutte le quattro ex province.

Il progetto da 800mila euro

La delibera autorizza la candidatura della proposta regionale all’Avviso pubblico del Governo destinato a finanziare progetti territoriali di assistenza e integrazione sociale per le vittime della tratta e del grave sfruttamento.

Per l’ambito territoriale del Friuli-Venezia Giulia, l’Avviso stabilisce un finanziamento massimo di 800mila euro. L’obiettivo, ha spiegato Roberti, è garantire interventi tempestivi attraverso una collaborazione tra Regione, forze dell’ordine, prefetture, questure e realtà del terzo settore.

Diciotto mesi di attività in tutto il Fvg

L’iniziativa avrà una durata di 18 mesi a partire dal 1° dicembre 2026 e si inserisce nel Piano nazionale d’azione contro la tratta e nella cornice della legge regionale 9/2023 in materia di immigrazione.

Il sistema opererà in maniera capillare nei territori di Trieste, Gorizia, Pordenone e Udine, attraverso il coordinamento regionale e le Unità territoriali antitratta (Uta).

Le attività partiranno dal primo contatto con le potenziali vittime, anche nell’ambito dei richiedenti asilo, e saranno indirizzate all’emersione delle situazioni di coercizione e sfruttamento.

Dallo sfruttamento lavorativo ai matrimoni forzati

Il progetto punta a intervenire su un ampio ventaglio di fenomeni. Tra questi figurano sfruttamento sessuale e lavorativo, riduzione in schiavitù, matrimoni forzati, violenza domestica, accattonaggio e asservimento ad attività illecite.

Una particolare attenzione sarà riservata anche ai minori stranieri non accompagnati, attraverso servizi dedicati e percorsi pensati per le situazioni di maggiore vulnerabilità.

Formazione e monitoraggio dei fenomeni di confine

“Fvg in rete contro la tratta 8” prevede inoltre attività formative rivolte agli operatori delle comunità, realizzate insieme all’Istituto superiore di sanità e all’Associazione tutori volontari Fvg, oltre a percorsi specifici destinati alla Polizia di Stato.

Il programma comprende anche il coordinamento territoriale “Astra 5” e il monitoraggio costante dei flussi migratori e dei fenomeni legati alle aree di confine, con l’obiettivo di rafforzare la capacità di individuare tempestivamente le situazioni di tratta e sfruttamento

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