Cronaca & Attualità
Ruba la fede dal dito di una 93enne morta in ospedale e la vende per 340 euro: denunciata un’addetta dell’obitorio
Furto in un obitorio della provincia di Udine: denunciata una 50enne per la scomparsa della fede nuziale di una defunta
Una fede nuziale indossata per oltre cinquant’anni, sottratta dal dito di una donna deceduta e rivenduta a un compro oro per 340 euro. È quanto sarebbe accaduto in un ospedale della provincia di Udine, dove una 50enne friulana, addetta ai servizi dell’obitorio, è stata denunciata dai carabinieri per furto aggravato. A permettere di ricostruire la vicenda sono state le immagini della videosorveglianza, i registri del negozio e soprattutto un’incisione all’interno dell’anello, con il nome del marito della defunta e la data del matrimonio.
La fede scomparsa prima del funerale
La vicenda risale allo scorso marzo, quando una 93enne è deceduta in un ospedale della provincia di Udine. Durante la veglia funebre, poco prima della chiusura del feretro, i familiari hanno notato che dal dito dell’anziana mancava la fede nuziale in oro giallo.
Un gioiello dal forte valore affettivo, che la donna portava dal 2 agosto 1975, giorno del suo matrimonio, e dal quale non si separava mai. I parenti hanno quindi presentato denuncia ai carabinieri della stazione di Tolmezzo, facendo partire le indagini coordinate dalla Procura di Udine.
Le indagini portano a un compro oro
Gli investigatori hanno esaminato le immagini delle telecamere di sorveglianza e svolto una serie di accertamenti, arrivando a individuare un compro oro della zona dove l’anello era stato venduto per appena 340 euro, alla vigilia del funerale.
Fondamentali sono stati i registri dell’attività commerciale. Come spiegato dal comandante della stazione dei carabinieri di Tolmezzo, Augusto Perisi, i compro oro sono tenuti a identificare i venditori e a registrare i preziosi acquistati.
Proprio questa documentazione ha consentito ai militari di risalire alla persona che aveva consegnato il gioiello: una 50enne incaricata della vestizione e della custodia della salma.
Decisiva l’incisione con la data delle nozze
Quando i carabinieri hanno rintracciato la fede, il prezioso non era ancora stato fuso. L’anello è stato quindi recuperato integro e identificato grazie a un particolare inequivocabile.
All’interno erano incisi il nome del marito della defunta e la data «2-8-75», corrispondente al giorno delle nozze celebrate oltre cinquant’anni prima.
Un elemento che ha permesso agli investigatori di collegare il gioiello ritrovato a quello scomparso prima delle esequie.
Denunciata una 50enne: si indaga su eventuali altri episodi
La donna individuata dai carabinieri non era una dipendente dell’ospedale, ma lavorava per una cooperativa del Pordenonese alla quale era stato affidato il servizio attraverso un appalto esterno.
Al termine degli accertamenti, la 50enne è stata denunciata in stato di libertà per furto aggravato, senza l’applicazione di misure precautelari.
Gli investigatori stanno valutando anche la possibilità che si siano verificati episodi simili. Al momento, tuttavia, non sono emersi ulteriori furti attribuibili con certezza alla donna. Eventuali sviluppi potranno arrivare dai successivi approfondimenti investigativi.
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