Cronaca & AttualitàTrieste
Finti carabinieri in azione a Trieste: anziana consegna tutto l’oro, un’altra perde 5mila euro e gioielli
Truffe agli anziani a Trieste e Muggia: finti carabinieri portano via migliaia di euro, monili e gioielli d’oro
TRIESTE – Non si ferma l’ondata di truffe ai danni degli anziani tra Trieste e Muggia. Nei giorni scorsi sono stati segnalati numerosi tentativi, mentre almeno due colpi sono andati a segno: in strada per Longera una donna ha consegnato ai finti carabinieri tutto l’oro custodito in casa, mentre in via Luigi Ricci un’altra anziana sarebbe stata raggirata per circa 5mila euro in contanti, oltre a monili e gioielli.
L’oro consegnato ai finti carabinieri
Uno degli episodi più recenti si è verificato a metà mattina in strada per Longera. Una donna triestina è stata convinta dai truffatori a consegnare i preziosi che aveva in casa. Alla vittima sarebbe rimasta soltanto la fede nuziale.
La stessa zona era già stata presa di mira a inizio settembre. In quell’occasione i malviventi erano riusciti a sottrarre circa 30mila euro in contanti a un ottantenne residente nelle case popolari nei pressi dell’incrocio con via Bruno Croatto.
In via Ricci sottratti contanti e gioielli
Un altro episodio è avvenuto martedì 29 settembre in via Luigi Ricci. Anche in questo caso sarebbe stata utilizzata la tecnica del finto militare dell’Arma. I truffatori sono riusciti a entrare nell’appartamento di un’anziana che, dopo essere stata raggirata, avrebbe consegnato circa 5mila euro in contanti, oltre a diversi monili e gioielli d’oro.
Sul posto sono intervenute le volanti della Questura di Trieste. Nella zona sono presenti alcune telecamere che potrebbero aver ripreso i responsabili e fornire elementi utili alle indagini.
Numerosi tentativi tra Trieste e Muggia
Le segnalazioni non riguardano soltanto Longera. Numerosi tentativi di truffa sarebbero stati registrati anche nel centro di Trieste e a Muggia, nonostante i recenti arresti effettuati dai carabinieri del Nucleo investigativo di Trieste nell’ambito del secondo capitolo dell’indagine “Fumo del Vesuvio”.
Le indagini sugli episodi sono condotte sia dai carabinieri sia dalla Polizia di Stato.
L’avvertimento delle forze dell’ordine
Le forze dell’ordine ricordano che non chiedono mai denaro, gioielli o altri preziosi. Telefonate di sedicenti carabinieri che chiedono soldi per saldare un debito o per risolvere le conseguenze di un presunto incidente devono essere considerate un segnale d’allarme. L’indicazione è di non aprire la porta e contattare direttamente le vere forze dell’ordine.
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