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Ospedale di Udine, cantiere al via per il padiglione 6: sarà il nuovo polo degli ambulatori

Al via il nuovo padiglione 6 dell’ospedale di Udine: oltre 44 milioni di euro per una struttura modulare e flessibile che ospiterà parte delle attività ambulatoriali e ridisegnerà i flussi interni

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Il rendering del nuovo padiglione 6 al Santa Maria della Misericordia
Il rendering del nuovo padiglione 6 al Santa Maria della Misericordia

Un intervento da oltre 44 milioni di euro destinato a cambiare l’organizzazione di una parte importante dell’ospedale Santa Maria della Misericordia. A Udine prende forma il nuovo padiglione 6, una struttura progettata secondo criteri di flessibilità e modularità e destinata a diventare uno dei tasselli principali della riorganizzazione della “città ospedaliera”.

L’avvio del cantiere è stato presentato ieri, 5 ottobre, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, il sindaco di Udine Alberto Felice De Toni e il direttore generale dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale Denis Caporale.

Un nuovo padiglione per riorganizzare l’ospedale di Udine

Il progetto punta a concentrare nel padiglione 6, insieme al padiglione 1, una parte significativa delle attività ambulatoriali, modificando così l’organizzazione dei flussi all’interno dell’ospedale.

L’obiettivo è creare spazi capaci di adattarsi più facilmente all’evoluzione delle esigenze sanitarie, superando modelli edilizi troppo rigidi e difficili da riconfigurare.

«Con il nuovo padiglione 6 compiamo un altro passo decisivo nella riorganizzazione dell’ospedale di Udine», ha spiegato Riccardi, sottolineando come il nuovo edificio risponda a una concezione della sanità sempre più flessibile, modulare e adattabile ai bisogni assistenziali.

Proprio flessibilità e modularità rappresentano le parole chiave dell’intervento.

Oltre 44 milioni di euro per una struttura più flessibile

Il nuovo padiglione nasce con una concezione diversa rispetto agli edifici ospedalieri tradizionali. Gli spazi dovranno infatti poter essere riconfigurati più rapidamente, consentendo di modificare funzioni e percorsi quando cambiano le esigenze sanitarie.

Una necessità diventata particolarmente evidente durante la pandemia, che secondo Riccardi ha mostrato i limiti delle strutture eccessivamente rigide.

«Strutture troppo rigide e verticali non sono più adeguate: servono edifici più leggeri e modulari, che consentano di adattare l’organizzazione alle necessità assistenziali», ha osservato l’assessore.

L'intervento dell'assessore regionale Riccardo Riccardi durante la conferenza stampa svoltasi a Udine

L’intervento dell’assessore regionale Riccardo Riccardi durante la conferenza stampa svoltasi a Udine

La realizzazione del padiglione 6 comporta inoltre una difficoltà ulteriore: il cantiere si trova all’interno di un ospedale pienamente operativo.

Questo significa organizzare i lavori senza compromettere la continuità dei servizi, gestendo contemporaneamente sicurezza, accessi e percorsi di pazienti, operatori e mezzi.

Cambia la “città ospedaliera” del Santa Maria della Misericordia

L’intervento non sarà isolato, ma rientra in una più ampia ridefinizione dell’ospedale di Udine.

Il nuovo padiglione dovrà dialogare con le altre strutture del complesso e accompagnare una progressiva riorganizzazione dei flussi interni e delle funzioni legate anche all’emergenza.

Il Santa Maria della Misericordia viene considerato dalla Regione uno dei principali pilastri della rete ospedaliera del Friuli-Venezia Giulia, insieme agli ospedali di Pordenone e Trieste.

La trasformazione riguarda non soltanto gli edifici, ma anche tecnologie, professionalità, rapporto con l’Università e collegamento tra ospedale e servizi territoriali.

Oltre un miliardo e mezzo investito nella sanità regionale

Durante la presentazione Riccardi ha inserito il progetto del padiglione 6 nel quadro complessivo degli investimenti realizzati o programmati nella sanità del Friuli-Venezia Giulia.

Secondo quanto riferito dall’assessore, tra opere già concluse, interventi in corso e progetti programmati sono stati messi in campo oltre 1,5 miliardi di euro, con una quota rilevante delle risorse proveniente direttamente dal bilancio regionale.

L’obiettivo dichiarato è intervenire contemporaneamente sulle strutture ospedaliere e sulla capacità del sistema sanitario di rispondere a bisogni che negli ultimi anni sono diventati sempre più complessi.

Un ospedale sempre più collegato ai servizi sul territorio

Il progetto del nuovo padiglione si inserisce inoltre in una visione che punta a superare un modello di assistenza concentrato quasi esclusivamente sugli ospedali.

Secondo Riccardi, i servizi territoriali devono avere un ruolo crescente nell’intercettare i bisogni dei cittadini, mentre agli ospedali più complessi deve essere affidata la gestione delle situazioni che richiedono competenze, tecnologie e livelli assistenziali più elevati.

Il padiglione 6 rappresenta quindi una delle opere attraverso cui verrà progressivamente ridisegnato il principale ospedale udinese: non soltanto nuovi spazi, ma una diversa distribuzione delle attività e dei percorsi.

«Abbiamo scelto di investire e di decidere», ha concluso Riccardi, definendo il nuovo edificio una testimonianza concreta del percorso verso una sanità più moderna, flessibile e vicina alle esigenze delle persone.

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